

L'Idf comunica che l'aeronautica militare «sta attaccando strutture del regime iraniano nell'area di Nur, a est di Teheran».
Almeno 16 navi mercantili hanno preso fuoco nel porto iraniano di Bandar Lengeh, nel Golfo Persico meridionale, dopo essere state colpite durante gli attacchi statunitensi e israeliani di oggi. Lo ha dichiarato il governatore del porto Foad Moradzadeh.
Le imbarcazioni, sia private che commerciali, provenienti dai porti di Bandar Lengeh e Bandar Kong, sono state distrutte dal vasto incendio insieme a parte del porto, ha aggiunto il governatore, citato da Tasnim.
«Il Ministero dell'Intelligence deve proseguire sulla sua strada, creando insicurezza per i nemici e sicurezza per i cittadini iraniani». Lo si legge in un messaggio attribuito alla Guida Suprema della Rivoluzione Islamica, l'Ayatollah Seyyed Mojtaba Khamenei, in cui ha espresso le sue condoglianze al presidente Masoud Pezeshkian «per il martirio del ministro dell'Intelligence Esmaeil Khatib». Nel messaggio pubblicato su Mehr News, l'agenzia di stampa iraniana semi-ufficiale di proprietà statale, Khatib viene descritto come «un veterano di guerra instancabile» che «ha profuso grandi sforzi per la causa della Rivoluzione Islamica».
Pasdaran: «Il nostro portavoce ucciso dagli attacchi Usa-Israele»
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato che gli attacchi statunitensi e israeliani hanno ucciso il loro portavoce Ali Mohammad Naini. Naini «è stato martirizzato nel vile e criminale attacco terroristico condotto dalla parte americano-sionista all'alba», hanno affermato le Guardie in una dichiarazione sul loro sito web Sepah News.
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha accusato Israele di avere ucciso migliaia di persone, aggiungendo che lo Stato ebraico ne pagherà il prezzo. «Questo Israele sionista ha ucciso centinaia e migliaia di persone», ha detto il leader turco ieri sera durante una cerimonia per la conclusione del Ramadan, dopo la preghiera in una moschea di Rize, sulla costa del Mar Nero. «Non ho dubbi che ne pagherà il prezzo», ha aggiunto Erdogan, come riferisce Anadolu, sottolineando che «il Medio Oriente è incandescente in questo momento». «Possa Egli, 'il dominatore' (Al-Kahrar), schiacciare e distruggere Israele». Ha detto Erdogan, utilizzando uno dei nomi usati nell'Islam per descrivere Dio: Kahrar, traducibile come «il dominatore» o «colui che sottomette». «Che Dio ci protegga e ci preservi al più presto dalla calamità dei sionisti», ha aggiunto Erdogan nel suo discorso.

I prezzi del greggio sono scesi di oltre il 2% dopo che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che l'Iran sta subendo una «decimazione» e che la guerra finirà prima di quanto molti temessero. Accolte con favore anche le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, secondo cui le forze israeliane non avrebbero più preso di mira le infrastrutture energetiche di Teheran.
Gli effetti della chiusura dello stretto
Nonostante ciò, con il conflitto che entra nella quarta settimana, la maggior parte dei titoli azionari ha registrato un calo, poiché gli investitori sono preoccupati per i mercati energetici, con il petrolio che si mantiene ancora intorno ai 100 dollari e il gas in forte aumento a causa dell'effettiva chiusura dello Stretto di Hormuz.
Israele ha effettuato attacchi aerei contro città del Libano meridionale, causando numerosi feriti. Lo hanno riportato venerdì i media statali. «Aerei da combattimento nemici israeliani hanno colpito all'alba, prendendo di mira le città di Bafliyeh e Hanine nei distretti di Tiro e Bint Jbeil», ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale Nna, aggiungendo che le forze israeliane hanno colpito altre cinque città nel sud del Paese.
Gli Emirati Arabi Uniti e il Kuwait hanno dichiarato oggi, in comunicati separati, di aver risposto ad attacchi missilistici. Sempre nel Golfo, il Ministero dell'Interno del Bahrein ha riferito dell'attivazione delle sirene antiaeree, mentre il Ministero della Difesa dell'Arabia Saudita ha segnalato l'intercettazione di un drone nella parte orientale del Paese.
Fiamme in una raffineria
Intanto, un incendio è scoppiato in una raffineria appartenente alla compagnia petrolifera nazionale del Kuwait a seguito di attacchi di droni, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ufficiale del Paese. «La raffineria di Mina Al-Ahmadi, di proprietà della Kuwait National Petroleum Company (Knpc), è stata presa di mira questa mattina presto da diversi attacchi ostili di droni che hanno provocato incendi in alcune delle sue unità, portando alla chiusura di diverse di esse». Secondo la Knpc, dopo un attacco avvenuto il giorno precedente allo stesso impianto che aveva già causato un incendio.
Cinque arresti
Stando a quanto riportato dai media statali, le autorità emiratine hanno dal canto loro arrestato almeno cinque membri di una «rete terroristica» legata all'Iran e al gruppo militante libanese Hezbollah. La presunta rete «avrebbe cercato di infiltrarsi nell'economia nazionale e di attuare piani esterni che minacciassero la stabilità finanziaria del Paese» nell'ambito di «un piano strategico prestabilito in coordinamento con soggetti esterni legati a Hezbollah e all'Iran», ha affermato l'agenzia di stampa ufficiale Wam, citando l'apparato di sicurezza statale degli Emirati Arabi Uniti. Il comunicato include le foto segnaletiche dei cinque sospetti arrestati.

