
Una esplosione è stata udita vicino all'aeroporto di Dubai, seguita dalla formazione di una nube di fumo nero: ufficialmente «un incidente minore causato dalla caduta di detriti dopo l'intercettazione» di un drone – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

Gli Stati Uniti dovrebbero schierare una terza portaerei in Medio Oriente: è quanto scrive il Times of Israel, riportando Fox News.
La USS George H.W. Bush ha completato l'addestramento pre-schieramento giovedì, secondo la Marina degli Stati Uniti. L'Istituto Navale degli Stati Uniti riferisce che la portaerei, le sue navi da guerra di scorta e il suo stormo aereo «hanno concluso l'esercitazione di addestramento per unità composite che tutti i gruppi d'attacco di portaerei devono svolgere prima di ottenere la certificazione per incarichi nazionali».
Fox News afferma che il gruppo d'attacco di portaerei «dovrebbe schierarsi presto» e dirigersi verso il Mediterraneo orientale, dove la Uss Gerald R. Ford, la più grande portaerei del mondo, era di recente stazionata.
La Uss Gerald R. Ford è stata vista attraversare il Canale di Suez giovedì e ora si trova nel Mar Rosso, secondo le foto diffuse dall'esercito americano. Nel frattempo, la USS Abraham Lincoln rimane di stanza nel Mar Arabico per attacchi contro l'Iran durante la guerra.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian si è scusato con i paesi vicini per gli attacchi lanciati durante la guerra della Repubblica islamica contro Israele e Stati Uniti.
«Mi scuso con i paesi vicini che sono stati attaccati dall'Iran», ha detto Pezeshkian in un discorso trasmesso dalla TV di Stato. Ha inoltre affermato che non prenderà di mira i paesi vicini a meno che non vengano attaccati da lì.
«Il Consiglio di leadership ad interim ha concordato ieri - ha spiegato ancora il presidente iraniano - che non verranno più effettuati attacchi contro i Paesi vicini e che non verranno lanciati missili a meno che un attacco all'Iran non provenga da quei Paesi». Il Consiglio di leadership è alla guida dell'Iran dall'uccisione della Guida suprema della Repubblica islamica, avvenuta la scorsa settimana, negli attacchi di Stati Uniti e Israele.
Non ci arrenderemo
Pezeshkian ha poi dichiarato che «l'Iran non si arrenderà mai agli Stati Uniti e a Israele». «I nemici devono portare con sé nella tomba il desiderio di resa del popolo iraniano», ha detto, secondo quanto riporta Afp.
«I nemici non hanno il diritto di ignorare l'Iran. Dovrebbero portare con sé nella tomba il loro sogno di una resa incondizionata», ha sottolineato Pezeshkian nel suo messaggio alla TV satellitare, aggiungendo: «Noi ci atteniamo solo al diritto internazionale e ai principi umani, di cui i nemici parlano solo».
«I nostri comandanti hanno preso tutte le misure necessarie e hanno difeso il nostro territorio con la loro autonomia, aprendo il fuoco (a volontà), dopo che il nostro leader e i nostri comandanti sono stati uccisi durante gli attacchi del giorno scorso».
Le Guardie Rivoluzionarie hanno intanto dichiarato in una nota che le loro forze hanno lanciato un attacco con droni contro una petroliera, chiamata Prima, nel Golfo Persico stamattina, nell'ottavo giorno di guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran.
«La nave ha ignorato i ripetuti avvertimenti delle nostre forze navali sul divieto di traffico e su qualsiasi insicurezza dello Stretto di Hormuz», si legge nella nota, citata da Tasnim.
«Tutti i voli da e per Dubai sono sospesi fino a nuovo avviso. Si prega di non recarsi in aeroporto». Lo ha scritto su X, questa mattina, la compagnia aerea Emirates, con tanto di informazioni su come comportarsi rispetto ai voli prenotati «tra il 28 febbraio e il 31 marzo incluso». «Tutti i punti di check-in in città a Dubai sono temporaneamente chiusi fino a nuovo avviso».
Ma l'interruzione è durata solo circa mezz'ora. Quando è arrivato un contrordine: «Emirates riprenderà le operazioni. I passeggeri che hanno confermato la prenotazione per i voli di questo pomeriggio potranno recarsi in aeroporto. Questo vale anche per i clienti in transito a Dubai, se anche il loro volo in coincidenza è operativo. Emirates continua a monitorare la situazione e svilupperà di conseguenza il suo programma operativo».
L'aeroporto di Dubai, il più trafficato al mondo per traffico internazionale, ha dichiarato di aver sospeso le operazioni dopo che un oggetto è stato intercettato dalla difesa aerea nell'area. «Per la sicurezza dei passeggeri, del personale aeroportuale e degli equipaggi delle compagnie aeree, le operazioni all'Aeroporto Internazionale di Dubai (Dxb) sono state temporaneamente sospese. Tutte le procedure sono gestite in linea con i protocolli di sicurezza stabiliti», ha dichiarato l'ufficio stampa governativo di Dubai.
L'annuncio è arrivato poco dopo l'intercettazione aerea di un oggetto vicino all'aeroporto, con un testimone che ha riferito all'Afp di una forte esplosione seguita da una nuvola di fumo. Il sito web di tracciamento Flightradar24 aveva precedentemente mostrato aerei che sorvolavano l'aeroporto in un apparente schema di attesa.
I voli dall'aeroporto principale di Dubai erano parzialmente ripresi lunedì, nonostante i quotidiani attacchi di droni contro siti negli Emirati Arabi Uniti. Il governo di Dubai ha affermato in un post che si è verificato «un incidente minore derivante dalla caduta di detriti dopo un'intercettazione», che non ha causato feriti. Ha anche negato «le informazioni che circolano sui social media riguardanti incidenti all'aeroporto internazionale di Dubai», senza fornire ulteriori dettagli.
«Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti stanno attualmente rispondendo alle minacce missilistiche e di droni provenienti dall'Iran», ha affermato il Ministero della Difesa degli Emirati, senza specificare gli obiettivi degli attacchi.
Il governo dell'Indonesia ha affermato che il presidente Prabowo Subianto si dimetterà dal 'Board of Peace' del presidente statunitense Donald Trump se questo non porterà benefici ai palestinesi.
La dichiarazione arriva mentre il coinvolgimento del paese del sud-est asiatico è sotto esame in seguito alla guerra in Medio Oriente tra Stati Uniti e Israele da una parte e Iran dall'altra.
L'ex generale è stato oggetto di crescenti critiche da parte di alcuni gruppi musulmani per la sua decisione di entrare a far parte del board e di impegnarsi a inviare migliaia di truppe di «peacekeeping» a Gaza, in base a un accordo di cessate il fuoco.
Questa settimana Prabowo ha detto ai leader dei gruppi musulmani locali che l'adesione dell'Indonesia al «Board of Peace» mira a raggiungere una pace duratura a Gaza, secondo una dichiarazione rilasciata venerdì dall'agenzia di comunicazione governativa. Ma ha aggiunto che il Paese si ritirerà dal consiglio «se ciò non porterà benefici» ai palestinesi o «non sarà in linea con gli interessi nazionali dell'Indonesia», ha affermato Hanif Alatas, del Fronte della Fratellanza Islamica.
In una dichiarazione rilasciata questo mese, il massimo organo clericale del Paese, il Consiglio degli Ulema indonesiani, ha esortato il governo indonesiano a ritirare i propri membri dal consiglio, definendolo «inefficace nel realizzare una vera pace in Palestina». Prabowo ha partecipato alla riunione inaugurale del «Board of Peace» a Washington il mese scorso e ha promesso di inviare 8.000 soldati a Gaza nell'ambito della «Forza internazionale di stabilizzazione».
L'ambasciatore iraniano all'Onu, Amir Saeid Iravani, ha affermato che almeno 1.332 civili iraniani hanno perso la vita finora nella guerra e migliaia di altri sono rimasti feriti. Lo riporta il Guardian.
Usa e Israele «hanno dimostrato di non riconoscere alcuna linea rossa nel commettere i loro crimini», ha detto l'ambasciatore secondo cui i due Paesi stanno attaccando aree e infrastrutture civili «densamente popolate», tra cui scuole, strutture mediche, ricreative e sportive. «Questi atti costituiscono chiari crimini di guerra e crimini contro l'umanità», ha detto chiedendo al Consiglio di Sicurezza di «agire ora, senza indugio».
L'ambasciatore iraniano ha anche affermato che le dichiarazioni di Donald Trump sulla scelta del prossimo leader della Repubblica islamica violano il principio di non interferenza. «L'Iran è uno Stato sovrano e indipendente», ha affermato. «Non accetta, e non permetterà mai, che una potenza straniera interferisca».
Oltre 3000 obiettivi
Gli Stati Uniti hanno dal canto lovo affermato di aver colpito più di 3.000 obiettivi durante la prima settimana di guerra all'Iran, parte della campagna «Epic Fury». Lo ha riferito il Comando centrale militare degli Stati Uniti (Centcom), responsabile delle forze Usa in Medio Oriente, postando una serie di schede riassuntive su X dell'evoluzione delle operazioni.
Tra gli obiettivi scelti figurano centri di comando e controllo, sistemi di difesa aerea, siti missilistici, navi e sottomarini della Marina iraniana. Nel dettaglio, 43 navi sono state «danneggiate o distrutte».
Nuovi attacchi su larga scala
Israele ha intanto annunciato oggi una nuova ondata di attacchi «su larga scala» contro siti governativi di Teheran, mentre l'escalation della guerra in Medio Oriente entra nella sua seconda settimana. Del fumo si è visto levare dall'aeroporto internazionale Mehrabad della capitale iraniana.
Un alto funzionario dell'amministrazione Trump ha affermato che la notte scorsa ha segnato la «più grande campagna di bombardamenti» americana in Iran, scrive Sky News.
Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato a Fox Business: «Faremo i danni maggiori ai lanciamissili iraniani, alle fabbriche che costruiscono i missili. E li stiamo sostanzialmente degradando. E, sapete, la nostra campagna è stata travolgente».
Un'operazione di intercettazione è avvenuta stamattina sopra l'aeroporto di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, con testimoni che parlano di una forte esplosione seguita da una colonna di fumo nel cielo. Il governo di Dubai ha confermato «un incidente di lieve entità dovuto alla caduta di detriti dopo un'intercettazione» e che nessuno è rimasto ferito, negando «le notizie circolanti sui social media riguardanti incidenti all'aeroporto internazionale di Dubai». In precedenza i media locali avevano dato notizia di due esplosioni a Dubai e una nella capitale del Bahrein.
Il Ministero della Difesa saudita ha annunciato oggi di aver distrutto un missile balistico diretto verso la base aerea di Prince Sultan, che ospita truppe statunitensi. «Un missile balistico lanciato verso la base aerea di Prince Sultan è stato intercettato e distrutto», ha scritto il portavoce del dicastero su X senza fornire ulteriori dettagli. La base si trova a sudest della capitale Riad.
Khalid bin Salman ha invitato l'Iran a mostrare «saggezza» e lo ha messo in guardia da «qualsiasi errore di valutazione», mentre il suo Paese è preso di mira dai droni e dai missili di Teheran. «Abbiamo sottolineato che tali azioni minano la sicurezza e la stabilità regionale e abbiamo espresso la speranza che la parte iraniana dimostri saggezza ed eviti qualsiasi errore di valutazione», ha scritto il principe su X dopo un incontro con il capo dell'esercito pakistano Asim Munir.