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Elezioni USA, la sostituzione di Biden è un'ipotesi realistica?
Redazione
2 anni fa
Con Mario Del Pero, professore di storia internazionale a SciencesPo, analizziamo le difficoltà mostrate dal presidente americano nel corso del primo dibattito con il suo sfidante Donald Trump e i possibili scenari che si aprono adesso. "I tempi tecnici per una sostituzione ci sarebbero, ma vi sono problemi di tipo politico".

Sì è concluso nella notte il primo dibattito che ha visto opporsi i due candidati alla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti in carica Joe Biden e il suo sfidante Donald Trump. I democratici si sono detti "preoccupati" dalla performance del loro candidato. Media e analisti americani sono pressoché concordi: nel primo duello presidenziale TV ospitato dalla CNN ad Atlanta, Biden è andato male. "In un dibattito di contenuti molto poveri da una parte e dall’altra, in cui ci si è concentrati più sui caratteri dei due candidati, Trump con il suo lessico molto primitivo è riuscito a trasmettere un’immagine di vigore che ha esposto ancor di più la fragilità di Biden, incapace di fornire risposte articolate", spiega a Ticinonews Mario Del Pero, professore di storia internazionale a SciencesPo. "Trump ha stravinto sotto tutti i punti di vista e ora si riapre la discussione sulla possibilità di ricandidare Biden a un secondo mandato. Importanti finanziatori del partito democratico sollecitano la leadership a valutare delle alternative, anche se i tempi sono molto stretti”.

Tempistiche e problemi

Uno scenario che preveda una sostituzione di Biden rimane improbabile, "ma un po’ meno di quanto fosse fino a ieri", prosegue Del Pero. "I tempi tecnici in realtà ci sarebbero: mancano più di quattro mesi alle elezioni e i democratici hanno una lunga lista di candidati potenziali". Il problema è però di tipo politico. "Anzitutto, dovrebbe essere Biden a farsi da parte, dopodiché si aprirebbe una partita interna al partito democratico potenzialmente divisiva e lacerante". La candidata naturale sarebbe Kamala Harris, che però è ancora meno popolare di Biden. "Ma accetterebbe di farsi da parte? Con quali conseguenze? Si potrebbe anche andare a una convention aperta in cui i delegati scelgono liberamente chi votare, ma la convention democratica avrà luogo attorno al 20 agosto a Chicago. I tempi sono troppo stretti".

"Fa impressione che giornalisti pro Biden gli chiedano di farsi da parte"

Oggi proprio la portavoce di Joe Biden ha affermato che il presidente non ha nessuna intenzione di abbandonare la corsa alle elezioni 2024. “Non credo che queste dichiarazioni mettano un punto fermo alle speculazioni, almeno per alcuni giorni, fino a quando la memoria di questo catastrofico dibattito continuerà a rimanere vivida". Ad essere impressionante, secondo Del Pero, "è che anche giornalisti pro Biden gli chiedano di farsi da parte. Sono voci diffuse e comuni". Come detto, il dibattito ha messo sotto i riflettori una fragilità dell'attuale presidente. "La sua età ha un impatto, lo sappiamo, sulla sua capacità di comunicare, e per come si svolge la politica oggi, non essere in grado di comunicare è un deficit molto pesante”, conclude Del Pero.

L'intervista completa a Mario Del Pero:

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