
L'Egitto, con i suoi quasi 60 milioni di elettori, ha cominciato a votare nel primo dei tre giorni di elezioni presidenziali destinate ad assegnare al 63enne Abdel Fattah Al Sisi un secondo mandato quadriennale. Come contro-candidato, l'attuale presidente ha solo il capo di un piccolo partito, poco noto e per giunta suo fervente sostenitore: un quadro che circoscrive l'interesse della tornata elettorale all'entità dell'affluenza alle urne e quindi della popolarità del nuovo faraone. Il dato con cui confrontarsi è quello del 2014 quando a votare andò il 47,5% degli aventi diritto. Sebbene alle precedenti presidenziali del 2014 a sfidare Sisi ci fosse un solo candidato che poi prese soltanto il 3% dei voti, quest'anno si tratta di plebiscito di riconferma celebrato in un deserto che ha inghiottito cinque altri potenziali sfidanti: due arrestati e tre ritiratisi lamentando intimidazioni. Sisi di recente ha detto "non è colpa mia" e "giuro su Dio che avrei voluto che ci fossero più candidati".
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