
In un breve discorso televisivo rivolto alla nazione dopo l'attacco alla moschea nel Sinai settentrionale, il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi ha annunciato che "le forze armate risponderanno con forza brutale a questo gruppuscolo". "Questo attentato non fa altro che renderci che più solidi, più forti e più uniti nella nostra lotta contro il terrorismo", ha detto ancora il capo di Stato egiziano. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un tweet ha da parte sua definito un attacco "orribile e vile" l'attentato, che ha causato oltre 200 morti. Israele "è spalla a spalla con l'Egitto, altri paesi della regione e del mondo nella guerra contro il terrorismo radicale islamico", ha dal canto suo twittato il ministro dei trasporti israeliano Yisrael Katz (Likud), che ha inviato "le proprie condoglianze alle famiglie delle dozzine di persone uccise nell'attacco terroristico alla moschea nel Sinai". In un altro tweet in ebraico, Katz ha denunciato che "l'Islam radicale compisce indiscriminatamente assassinando anche musulmani. È tempo di formare un fronte regionale contro il terrorismo sciita iraniano e il sunnita Stato Islamico". Anche il ministro Naftali Bennett, leader di 'Focolare ebraico' partito di destra religioso, ha denunciato che "l'attacco terroristico omicida testimonia il fatto che un nuovo ordine mondiale si sta creando intorno a noi nel quale la distinzione è tra i sostenitori del terrorismo come l'Iran e l'Isis e quelli a supporto dell'umanità".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

