
È ancora crisi politica in Egitto. Il Fronte di salvezza nazionale, che raccoglie la gran parte delle opposizioni laiche e liberali egiziane, ha deciso di boicottare le elezioni che inizieranno il 22 aprile. La decisione è stata presa all'unanimità in una riunione oggi ed era stata preceduta da un messaggio su Twitter del coordinatore del Fronte, Mohamed el-Baradei, sabato scorso. Ricordando di aver fatto appello all'astensione dalle urne nel 2010, in quelle che si rivelarono essere le ultime elezioni sotto l'ex rais Hosni Mubarak, Baradei ha scritto: "Oggi ripeto il mio appello, non parteciperò ad un atto di disonestà". La scelta di boicottare il voto era già stata presa da uno dei componenti del Fronte, il movimento popolare dell'ex candidato nasseriano alla presidenza Hamdin Sabbahi, che aveva deciso da giorni di non partecipare al voto. "Abbiamo chiesto un dialogo fra le forze politiche serio, le dimissioni del governo incapace e del procuratore generale, ma tutte queste richieste sono state respinte", ha affermato un esponente del Fronte, Sameh Ashour, in una conferenza stampa al termine della riunione, annunciando che il Fronte non sarebbe andato nemmeno alla riunione convocata per oggi dal presidente egiziano Mohamed Morsi per discutere della trasparenza del voto. Partecipa, invece, il partito salafita della Luce, el-Nour, la seconda forza politica del paese, che ha deciso di non boicottare il voto ma di chiedere che ci siano garanzie per un voto trasparente. Il Fronte ha bocciato l'iniziativa del presidente sostenendo che non ci sono garanzie per la trasparenza e accusando i Fratelli musulmani di voler controllare tutto il potere. ATS
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