
I movimenti dei giovani rivoluzionari e i partiti liberali e riformisti, col sostegno di candidati presidenziali come l'ex capo dell'Agenzia atomica internazionale Mohamed el Baradei, hanno dato il loro sostegno alla manifestazione convocata domani al Cairo, per riportare il post rivoluzione sulla 'retta via'. Dopo la pausa per il mese sacro musulmano del Ramadan riprendono le iniziative di protesta e questa ha l'obiettivo di chiedere nuovamente la fine dell'uso della giustizia militare nei confronti dei civili, la definizione di una tabella di marcia per il passaggio di potere dal Consiglio supremo delle forze armate ad un governo civile e la richiesta di modifica della legge elettorale. Quest'ultima, presentata un paio di mesi fa dal consiglio militare è sospettata dagli attivisti di favorire gli aderenti dell'ex partito ora disciolto di Mubarak perchè prevede che una parte dei seggi sia assegnata sulla base di liste bloccate. Come in altre occasioni, i Fratelli musulmani e i nuovi partiti islamisti domani si terranno lontani da piazza Tahrir, il luogo simbolo della rivolta anti Mubarak, sostenendo che le priorità ora sono l'economia e le elezioni legislative, che si dovrebbero tenere fra ottobre e novembre. Le forze armate hanno lanciato un segnale di avvertimento, postando sulla loro pagina Facebook un comunicato nel quale, pur affermando di rispettare il diritto del popolo a manifestare pacificamente, mettono in guardia dall'attaccare sue strutture o uomini. Il capo del Consiglio militare Hussein Tantawi ha affermato oggi che forze armate egiziane porteranno in porto elezioni parlamentari "eque e trasparenti", facendo appello a tutti gli egiziani a difendere la stabilità del paese. ATS
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