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Estero
Egitto: militari si affidano a Sisi per mettere fine al caos
Redazione
13 anni fa

Manca solo l'annuncio formale, poi inizierà la corsa ufficiale del maresciallo Abdel Fatah Sisi verso lo scranno più alto d'Egitto, quello di capo di Stato. Il generale è stato promosso oggi al grado di maresciallo, il più importante del Paese, e ha incassato "con soddisfazione" l'invito del Supremo consiglio militare (Scaf) a candidarsi. "Il consenso popolare al maresciallo Sisi è un appello che esige di essere accolto, nel quadro della volontà liberamente espressa", ovvero le prossime elezioni, hanno scritto i militari. A breve si attende il via all'iter per la presentazione delle candidature, la dimissioni dello stesso Sisi da capo dell'Esercito e dal governo, la data della consultazione. Al vertice dello Scaf dovrebbe arrivare Sedki Sobhi, attuale capo di Stato maggiore. E il futuro ministro della Difesa, recita la nuova Costituzione, dovrà aver l'avvallo proprio del Consiglio militare. Nella mischia elettorale potrebbe lanciarsi anche Ziad Bahaa ElDin, vicepremier e ministro del governo ad interim, che oggi ha rassegnato le proprie dimissioni. In passato si è fatto notare per le sue critiche all'azione dell'Esecutivo, in particolare la legge sulle manifestazioni, giudicata "liberticida" da più parti. Sisi deve però fare i conti con una drammatica crisi economica e un Paese tragicamente lacerato, che nel terzo anniversario delle Rivoluzione contro Hosni Mubarak è stato costretto a contare molti più morti, quasi 90, di quanti ce ne siano stati nei primi giorni del gennaio 2011. La gran parte delle vittime, in un bilancio che annovera anche i morti causati dagli attentati al Cairo di venerdì scorso - con la prima autobomba nella storia della capitale - sono dimostranti. Soprattutto sostenitori di Morsi, ma anche diversi dei movimenti antagonisti giovanili, "6 Aprile" in testa, che si oppongono ai Fratelli Musulmani così come al ritorno dei militari al potere. L'Alto commissario Onu per i diritti umani, Navi Pillay, ha espresso oggi grave preoccupazione per le violenze ed ha esortato le autorità egiziane a condurre indagini indipendenti e imparziali, tempestive sulle uccisioni.

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