
Migliaia di persone, moltissimi giornalisti, hanno partecipato ai funerali del cameraman egiziano El Hussein Abou Deif, del quotidiano indipendente al Fagr, ucciso durante i violenti scontri esplosi lo scorso 6 dicembre davanti al palazzo presidenziale fra oppositori del presidente e sostenitori dei Fratelli musulmani e dei salafiti. La folla - come mostra il filmato dei funerali di cui l'ANSA è in possesso e che ha trasmesso in rete - ha scandito slogan contro i Fratelli Musulmani e la loro guida spirituale Mohamed Badie. "Ci dovete uccidere per farci tacere", "Siamo tutti Hussein", "Giudicare gli assassini di Hussein", si leggeva su molti cartelli mentre sfilava il feretro del giornalista, il cui corpo era avvolto nella bandiera egiziana. Le esequie che si sono svolte in una moschea su piazza Tahrir e che è ormai diventata un simbolo di quelli che sono chiamati in Egitto "i martiri della rivoluzione". Frattanto si è venuto a sapere che il giornalista egiziano è stato ucciso con un proiettile che lo ha raggiunto alla testa: lo ha detto il medico legale Mohamed Nabil precisando che il proiettile era a frammentazione. ATS
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