
A sorpresa sembra essersi sbloccata ieri in serata l'impasse che opponeva da giorni il presidente egiziano Mohamed Morsi ai suoi avversari politici, creando di un nuovo un clima da guerra civile, oltre un anno dopo la primavera araba. Poco prima della mezzanotte (ora svizzera), forse per il timore di un colpo di mano dei militari, Morsi ha annunciato la revoca del decreto con il quale ha reso inappellabili le sue decisioni. Pur senza modificare la data del referendum sulla costituzione indetto il 15 dicembre, il presidente ha invitato le opposizioni a suggerire modifiche alla bozza di costituzione. In partenza, l'invito di Morsi alle opposizioni ad un incontro a palazzo sembrava essere andato completamente a vuoto. All'appuntamento si era presentato solo il leader del partito liberale Ayman Nour, mentre il Fronte di salvezza nazionale, come annunciato, aveva boicottato l'appuntamento. E anche in serata il Fronte aveva detto di non voler recedere di un millimetro dalle sue rivendicazioni. C'erano invece tutte le forze islamiche, che riunite nella coalizione islamica hanno detto no a qualsiasi rinvio del referendum. Questa notte si è poi appreso che il Fronte si riunisce oggi per decidere che posizione assumere dopo la mossa di Morsi. Emad Abou Ghazi, segretario generale del partito Al-Dostour del premio Nobel per la pace Mohamed El Baradei, ha detto che "il Fronte si riunisce oggi per decidere la sua posizione". ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

