
Centinaia di donne, di tutte le età, velate e non, e anche qualche uomo hanno sfilato per le vie del centro del Cairo per protestare contro l'aggressione e il denudamento in piazza Tahrir di una manifestante, le cui immagini hanno fatto il giro del mondo. "L'esercito deve difendere e non aggredire le donne in piazza", ha detto una dimostrante. "Pensa se quella ragazza fosse tua figlia" ha detto un'altra, rivolgendosi al capo del Consiglio militare Hussein Tantawi che, secondo molte manifestanti intervistate da al Jazira, dopo questo episodio se ne deve andare. "Le nostre ragazze sono la linea rossa" ha quasi gridato una signora velata, mentre un'altra ha accusato i Fratelli musulmani di non avere nemmeno preso posizione sull'accaduto. "Si sono occupati delle donne solo quando c'era da rivendicare la liberazione di Kamelia", la donna copta al centro di una querelle di mesi fra gli islamisti e la Chiesa per una sua presunta conversione all'islam. "Ma oggi non si fanno sentire", ha osservato la donna, che come molte brandiva le foto della ragazza stesa al suolo, senza più la camicetta, circondata da agenti che la picchiavano. Intanto il capo della medicina legale egiziana, Ehsan Kamil Georgi, ha reso noto che nove dei dieci manifestanti sottoposti ad autopsia in seguito agli scontri degli ultimi giorni nella zona di piazza Tahrir sono deceduti per colpi d'arma da fuoco. Uno di loro, ha aggiunto, è morto in ospedale in seguito a un trauma cranico. L'ultimo bilancio del ministero della sanità parla di dodici vittime dall'inizio delle violenze venerdì scorso. ATS
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