
Confermando la precedente sentenza del 18 novembre scorso, alla quale il governo egiziano aveva opposto un ricorso, la sezione amministrativa del Consiglio di Stato del Cairo ha ordinato oggi di nuovo la sospensione della vendita da parte dell'Egitto di gas a Israele a prezzi molto più bassi di quelli di mercato, ed ha sancito l'obbligo del governo a rispettare e ad applicare la decisione. La vendita di gas ad Israele era cominciata nel febbraio scorso sulla base di un accordo firmato il primo luglio 2005. Esso prevedeva che il consorzio privato cairota East Mediterranean Gas (Emg), di proprietà congiunta dell'uomo d'affari egiziano Hussein Salem e del gruppo israeliano Merhav, vendesse 1.7 miliardi di metri cubi l'anno di gas egiziano alla Electric Corporation israeliana, per un periodo di 15 anni. Il Consiglio di Stato ha anche accolto l'appello presentato dall'ex ambasciatore egiziano in Yemen Ibrahim Yousri, secondo il quale il Cairo avrebbe una perdita di nove milioni di dollari al giorno se l'accordo di vendita venisse attuato per tutta la durata prevista, "con una chiara violazione dell'interesse pubblico". Le trattative per raggiungere l'accordo e per la sua applicazione - che negli ultimi tempi era stato oggetto di vari interventi polemici in parlamento e sulla stampa - erano durate anni, con numerose sospensioni, in relazione alle violente tensioni tra Israele e palestinesi. L'opposizione parlamentare dei Fratelli Musulmani ha più volte sollevato dubbi sulla legittimità dell'accordo. ATS
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