
Le elezioni presidenziali egiziane del 23 e 24 maggio si sono svolte in ordine e pacificamente, "con la sensazione di una speranza nella lotta per la democrazia in Egitto". Lo ha affermato Jimmy Carter, l'ex presidente statunitense a capo dell'omonimo centro che svolge attività per lo sviluppo della democrazia e la difesa dei diritti umani nel mondo, durante una conferenza stampa al Cairo. A proposito dell'attività di osservazione svolta da lui e dai collaboratori in Egitto in questi giorni, Carter ha sottolineato che diversamente dalle precedenti elezioni parlamentari del novembre scorso, le limitazioni imposte dal governo egiziano (accrediti tardivi, accesso negato alla fase di aggregazione dei risultati, limiti alla presenza dei rappresentanti di mass media nei seggi) hanno provocato una relativa trasparenza nel processo elettorale. L'ex presidente ha quindi espresso la speranza che nel prosieguo delle elezioni e dello sviluppo auspicato del processo democratico, queste restrizioni possano essere rimosse. Un ballottaggi tra i due candidati più suffragati è previsto per il 16 e 17 giugno. Carter ha anche sottolineato l'opportunità della rapida nomina della commissione costituzionale che dovrà riscrivere la Costituzione del Paese e che probabilmente durerà circa un anno. ATS
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