
A sette mesi dall'inizio del processo, il 18 ottobre scorso, e quasi dieci dal delitto (28 luglio 2008) il magnate dell'edilizia e parlamentare del partito al potere in Egitto Hisham Talaat Mustafa, è stato condannato a morte dalla Corte d'Assise del Cairo: aveva pagato due milioni di dollari per far uccidere la popstar libanese Suzanne Tamim, 31 anni, sua ex amante, forse per gelosia. Con Mustafa, 50 anni a dicembre, è stato condannato a morte anche l'esecutore materiale dell'omicidio, l'ex agente della sicurezza egiziana Mohsen El Sukkari, che Mustafa aveva assoldato. Al momento della lettura della sentenza in aula, davanti alla quale si era assiepata dalle prime ore del mattino una gran folla di persone, il fratello di Mustafa, Tarek, succeduto al congiunto nella gestione dell'impero edilizio, ha aggredito fotografi e operatori presenti in aula, rompendone alcune macchine. Il padre di El Sukkari, invece, anziano generale in pensione, è stato colto da malore ed è svenuto dopo un pianto dirotto. Subito dopo, le azioni del Gruppo Talat Mustafa (TMG) sono crollate alla Borsa del Cairo. Come nella sceneggiatura di un fumettone di qualità scadente, Hisham Talaat Mustafa, potente uomo d'affari - voci ricorrenti gli attribuiscono amicizie altolocate nel Partito Democratico Nazionale di cui era senatore - avrebbe avuto una relazione di circa tre anni con Suzanne Tamim, alta, occhi verdi, lunghi capelli rossi e un fisico mozzafiato. Dotata di notevole talento musicale, la cantante raggiunse la notorietà nel 1996, quando vinse il concorso canoro nazionale libanese Studio al-Fann. Sposata due volte, una con un pugile ed una con produttore suo manager, e divorziata, quando fu trovata sgozzata e sfigurata nel suo lussuoso appartamento di Dubai, la popstar era scomparsa da otto mesi. Sul posto furono trovati abiti che l'assassino si era tolto, con tracce del suo Dna. Le indagini della polizia di Dubai e dell'Interpol - basate su intercettazioni telefoniche e filmati delle telecamere della sicurezza - portarono all'incriminazione di Mustafa e di Sokari poco più di un mese dopo l'omicidio ed al successivo arresto, nonostante entrambi si dichiarassero estranei alla vicenda. La sentenza di oggi diventerà ufficiale il 25 giugno prossimo, ha annunciato il presidente della corte, dopo che il Gran Muftì d'Egitto l'avrà ratificata, come previsto dalla legge egiziana. I difensori degli imputati hanno annunciato l'appello con richiesta di riduzione della pena. ATS
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