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Estero
Egitto: confermata condanna morte tifosi Port Said, caos
Redazione
13 anni fa

Dopo giorni di tensione l'Egitto è ripiombato nel caos. Negli scontri nel centro del Cairo tre persone, fra cui - secondo la stampa egiziana - anche un bambino di otto anni, hanno perso la vita. Dati alle fiamme un circolo ricreativo della polizia e la sede della Federazione calcio egiziana oltre a due ristoranti di popolari catene di fast food nel centro del Cairo. A scatenare la nuova ondata di violenze, la decisione del tribunale del Cairo di confermare la sentenza di condanna a morte per 21 imputati del massacro di Port Said, il peggiore della storia calcistica egiziana, lo scorso febbraio. La corte ha anche condannato 24 persone a pene fra l'ergastolo e un anno di reclusione, ma ne ha prosciolte altre 28, fra le quali sette dei nove agenti e ufficiali di polizia accusati di non avere fatto nulla per impedire la strage nella quale hanno perso la vita 73 tifosi della squadra del Ahly del Cairo al termine della partita contro el Masry. Solo l'ex capo della sicurezza di Port Said e un altro ufficiale di polizia sono stati condannati a quindici anni di prigione. Prosciolti anche due manager del club della città all'imboccatura del canale di Suez. Questo spiega perche l'entusiasmo del primo momento dei supporter dell'Ahly si sia trasformato presto in furia e rabbia. Poco dopo la lettura della sentenza è stato assaltato un circolo ricreativo della polizia, davanti alla sede storica della squadra nell'isola di Zamalek al centro del Cairo e la sede della federazione nazionale calcio. Per circoscrivere l'incendio, le forze armate hanno messo a disposizione due elicotteri. Diciannove i feriti. E nel Sinai il ministero dell'interno ha innalzato la massimo il livello di allerta, dopo avere ricevuto indicazioni di un possibile attacco di elementi jihadisti contro sedi della polizia. ATS

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