
In Egitto nuovo attentato esplosivo con cinque feriti al Cairo, vicino all'università Al-Azhar, solo due giorni dopo quello che ha ucciso 15 poliziotti nel Delta del Nilo. Intanto il governo stringe ancora drasticamente la vite contro i Fratelli Musulmani, da ieri dichiarati "organizzazione terroristica" e accusati di essere responsabili dei due episodi. Le nuove misure, che arrivano a prevedere il carcere a perfino ala pena di morte per i chi manifesta per loro, suscitano perplessità per l'esclusione di un'importante forza dal futuro politico del Paese. L'attentato di oggi, nel quartiere residenziale di Medinet Nasr, con una bomba esplosa in giardinetti antistanti i dormitori dell'università di Al Azhar, il principale centro spirituale dell'Islam sunnita, ha provocato il ferimento di passanti e danni a un autobus in transito. Nella zona è stata anche disinnescata un'altra bomba che probabilmente era telecomandata. Immediata la reazione del governo, installato al potere dall'esercito dopo la rimozione del presidente eletto l'anno scorso, Mohamed Morsi, sull'onda di grandi manifestazioni popolari di dissenso per la delusione di un anno di governo che non aveva risollevato le difficile condizioni di vita di una gran parte degli 85 milioni di egiziani. Ieri il consiglio dei ministri aveva dichiarato in un comunicato che i Fratelli Musulmani - ai quali si attribuisce una forza di almeno 750'000 militanti - sono un'organizzazione terroristica. Oggi il ministero dell'interno, in base al codice penale, ha deciso che chiunque parteciperà a manifestazioni organizzate dalle Fratellanza sarà condannato a cinque anni di reclusione e chi le organizzerà potrà subire la pena capitale. È stato inoltre chiuso il giornale del partito legato ai Fratelli, Giustizia e Libertà, e la tipografia che lo stampava, mentre in tutto l'Egitto sono stati arrestati 38 aderenti al gruppo. Preoccupazioni per la gravità delle misure decise dal governo - "è stata una decisione politica, non una legale", ha dichiarato l'avvocato di un ente dei diritti umani, Malek Adly - sono state espresse soprattutto in relazione alla dichiarata necessità di una compartecipazione della Fratellanza alla vita politica del Paese. Un sondaggio del sito di Al Ahram rivela che il 36% degli egiziani si dice sicuro che il grave attentato di due giorni fa (15 persone, tra cui 8 poliziotti uccisi da un attentatore suicida a Mansoura, 100 kms a nord del Cairo) sia attribuibile ai Fratelli, ma il 46% degli interpellati si è dichiarato assolutamente incerto. "Il Paese è in una situazione instabile, e ogni decisione di escludere una fazione politica nella fase attuale può portare a pessime reazioni", secondo un componente della direzione del partito salafita Al Nour, Salah Abdel-Maboud. Secondo lui, definire i Fratelli Musulmani un gruppo terroristico potrebbe indurli a tornare all'attività clandestina, come molti anni fa, mentre sarebbe necessario avviare un ampio dialogo. La decisione del governo, insomma, è considerata da alcuni "ingiusta" - scrive il sito online di Al Ahram - "e potrebbe mettere a rischio la situazione sociale, politica, economica e della sicurezza dell'Egitto". In un contesto nel quale per metà gennaio è in programma un referendum per approvare la nuova Costituzione, che ha sostituito quella emanata l'anno scorso da una maggioranza di deputati islamici, mentre l'economia continua a essere caratterizzata da indici negativi.
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