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Estero
Ecuador: referendum, vincono sì a riforma Correa
Redazione
18 anni fa

Nove milioni di elettori hanno approvato in Ecuador il progetto per una nuova Costituzione "rivoluzionaria" che mira a introdurre nello stato andino il "socialismo del secolo XXI" voluto dal presidente Rafael Correa ma osteggiato dall'opposizione conservatrice con l'appoggio della Chiesa cattolica. Secondo gli exit poll condotti all'uscita dei seggi da due istituto specializzati, Santiago Perez e Cedatos-Gallup, i sì hanno vinto il referendum di ieri con un margine oscillante tra il 66 e il 70 per cento dei voti espressi. Correa non ha atteso la conferma dei risultati definitivi per esultare. È comparso in televisione dalla città portuale di Guauaquil, uno dei bastioni dell'opposizione. "Ce l'abbiamo fatta anche qui, questa è una vittoria storica", ha detto davanti alla sede del governatorato. Le operazioni di voto si sono svolte senza incidenti, alla presenza delle missioni di osservatori dell'Organizzazione degli Stati Americani (OSA), dell'Unione Europea, del Parlamento Andino e del Centro Carter. La nuova Costituzione di 444 articoli introduce il "socialismo del XXI secolo" con maggiori diritti ai cittadini ma anche - per la prima volta al mondo - con la "natura" intesa come soggetto di diritto. La nuova Costituzione tratta inoltre lo sviluppo come obiettivo del "buen vivir", concetto chiave della cosmogonia indigena andina. Le riforme previste da Correa comprendono una radicale riforma agraria con espropriazione e ridistribuzione delle terre; il controllo statale rigido su settori strategici come il petrolio, l'estrazione mineraria e le telecomunicazioni; l'assistenza sanitaria gratuita per tutti gli anziani; l'unione civile dei gay; pene ridotte e tolleranza per l'uso individuale di stupefacenti; il controllo diretto del Presidente eletto sulla politica monetaria in sostituzione della banca centrale, e il potere del Presidente di sciogliere le Camere durante il mandato di quattro anni rinnovabili. I sondaggi della vigilia davano il "sì" tra il 55 e il 60%, e il "no" tra il 22 e il 26%. Per l'approvazione della nuova Costituzione è necessaria la metà più uno dei voti espressi. Correa, un economista ed ex ministro delle finanze, è salito al potere il 15 gennaio 2007 dopo la vittoria nelle elezioni presidenziali del novembre 2006. "I risultati di questa consultazione - aveva detto alla vigilia del voto - rafforzeranno i destini della patria, la decisione che il popolo esprimerà oggi definirà il modello di società nel quale vivremo d'ora innanzi. Siamo un paese in piena democrazia, ma anche in piena ebollizione". Il fronte del "no" al progetto di Correa, rappresentato dal partito conservatore capeggiato dal sindaco di Guayaquil Jaime Nebot, con l'appoggio della Chiesa cattolica, aveva rivolto ripetuti appelli, con toni da crociata, alla "resistenza" contro la rivoluzione socialista del presidente. ATS

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