
Il presidente dell'Ecuador, Rafael Correa, ha prestato giuramento oggi nella sede dell'Assemblea Nazionale, dando inizio al suo secondo mandato dopo la sua vittoria (57,17% dei voti) nelle elezioni dello scorso 17 febbraio. Correa ha colto l'occasione per attaccare la stampa del suo paese nel discorso inaugurale. "In Argentina hanno un papa e in Brasile dicono che Dio è brasiliano. Io non mi oppongo a questo, ma posso dire da parte mia che l'Ecuador è il paradiso", ha ironizzato Correa, visibilmente emozionato, dopo aver ricevuto la fascia presidenziale da una bambina affetta dalla sindrome di Down. Nel suo discorso, ha sottolineato che "nella nostra America non si tollerano più le dittature, e per questo sono stati inventati mezzi più sottili per continuare ad opprimere i nostri popoli", in allusione alla stampa di opposizione, con la quale è in conflitto da anni. "Risulta comico che la stampa parli di critica al potere, quando loro i media sono uno dei poteri più grandi, perfino più grande di quello economico", ha rincarato Correa, aggiungendo che "se i media diffamano un presidente è libertà di stampa, ma se un presidente gli risponde allora è repressione". La maggioranza governativa, che controlla 100 seggi in Parlamento, su un totale di 137, si accinge a varare una legge sui mezzi di comunicazione che è stata criticata tanto dalle associazioni del settore quanto da organizzazioni di difesa dei diritti umani, come Human Rights Watch. ATS
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