
Quest’anno alle Olimpiadi a Tokyo (forse) non vedrete atleti che si metteranno in ginocchio sul campo e questo perché il Comitato Interazionale delle Olimpiadi (CIO) ha diramato un documento con delle regole che proibiscono determinati comportamenti.
Linee guida delle regole per gli atletiStando alle nuove regole, gli atleti avranno il divieto di condurre proteste o manifestazioni sul campo di gioco durante le Olimpiadi: sia durante le cerimonie di premiazione, sia durante le cerimonie di apertura o chiusura. La regola fornisce diversi esempi di protesta proibita, inclusi messaggi su bracciali o segni, gesti delle mani con significato politico, inginocchiamento o rifiuto di seguire il protocollo della cerimonia. Gli atleti saranno autorizzati ad esprimere opinioni politiche in incontri mediatici, conferenze stampa e interviste a zone miste e sui social media.
Il passatoQuesta direttiva è chiaramente in contrasto con quanto accaduto nella storia delle Olimpiadi. Nel 1968, lo ricordiamo, Tommie Smith e John Carlos alzarono i pugni guantati sul podio per protestare contro il razzismo in atto in America.
La presa di posizione del Comitato internazionale delle olimpiadiI funzionari del Comitato Internazionale delle Olimpiadi hanno sottolineato giovedì che limitare il discorso politico è la chiave per mantenere l’armonia tra atleti e le nazioni ai giochi olimpici. La Commissione internazionale delle olimpiadi ha scritto, nell’introduzione che accompagna le regole, che: “È importante, sia a livello personale che a livello globale, che manteniamo i luoghi delle olimpiadi libere e neutrali da qualsiasi forma di manifestazioni politiche, religiose o etniche”.Limitare la protesta degli atleti, spiega il CIO, può produrre un ambiente sportivo sufficientemente sterilizzato anche per gli sponsor olimpici e le emittenti. Il fondatore dei moderni giochi olimpici, Pierre de Coubertin, aveva precisato che “i giochi dovevano mettere insieme l’umanità non solo per celebrare l’eccellenza atletica, ma anche per lottare per un mondo migliore”.
Violata la libertà di espressione?Gli atleti, comunque, potranno chiaramente scegliere se accettare o meno di rispettare queste regole, è certo però che le sanzioni e le persone con cui interfacciarsi in caso di mancato rispetto sono diversi e “molto potenti”: il comitato internazionale delle olimpiadi, il comitato olimpico della loro nazione d’origine e l’organo di governo internazionale della loro disciplina.Global Athlete, in un comunicato su Twitter, si è soffermato sulla libertà di espressione degli atleti. “Cerchiamo di essere chiari, il movimento olimpico ha già politicizzato lo sport” scrivono nel tweet, citando come esempio concreto quello della Corea del Nord e del Sud e il coinvolgimento dei capi di stato come capi di fatto dei comitati olimpici nazionali. “Dovremmo abbracciare opinioni diverse, silenziare gli atleti non dovrebbe essere tollerato e minacciarli di allontanarli dai Giochi olimpici è un altro segno di squilibrio”.
Le sanzioni nei confronti degli atleti da parte di organizzazioni sportiveSono molti gli esempi di atleti ad essere stati puniti. Dai due atleti sanzionati per aver partecipato alle proteste sul podio ai Giochi di Pan Am dello scorso agosto. Oppure, l’esempio degli atleti di NBA che indossavano magliette da riscaldamento che recitavano “Non riesco a respirare”, nonché le ultime parole di Eric Garner, ragazzo strangolato dagli agenti di polizia di New York, mentre veniva ucciso.
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