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Ecco cos'hanno subito i prigionieri della CIA
Redazione
12 anni fa
Il Rapporto del Senato americano rivela le agghiaccianti torture commesse: violenze, privazione del sonno, waterboarding. Una vera e propria lista degli orrori

Il Rapporto del Senato americano ha inorridito mezzo mondo. Gli agghiaccianti contenuti presenti nel documento illustrano una serie di torture perpetrate dalla CIA ai danni di presunti terroristi nel post-11 settembre. Tecniche contro la dignità umana utilizzate a più riprese dagli agenti dell’intelligence per ottenere informazioni. E mentre negli Stati Uniti infuria la bufera contro la CIA, cominciano ad emergere le storie di torture subite dai prigionieri. L’agenzia di stampa Agence France-Presse, oggi, ha pubblicato le storie di 4 presunti terroristi detenuti a Guantanamo.

Abou Zoubeida è un Palestinese di 43 anni, accusato di aver diretto dei campi di Al-Qaeda e collaborato agli attentati dell’11 settembre. Avrebbe anche partecipato alla pianificazione di altri attacchi come quello all’ambasciata americana a Parigi nel 2001. Venne arrestato in Pakistan nel marzo 2002. Dopo l’arresto passò 47 giorni in isolamento, in una cella senza finestre rischiarata a giorno da quattro fari alogeni in cui venivano diffusi rumori di generatori o del rock ad alto volume per “accentuare la disperazione” del prigioniero, generalmente privato del sonno e denudato.Nell’agosto del 2002, Zoubeida, venne stato interrogato per 20 giorni, durante i quali, dalle due alle quattro volte al giorno, subì il waterboarding. I suoi carnefici lo ridussero ad uno stato di semi-incoscienza. Venne rinchiuso per un totale di 266 ore in una scatola della grandezza di una bara e in un’altra più piccola.Il primo giorno d’interrogatori il prigioniero, bendato e incatenato, venne sbattuto contro un muro e ogni qualvolta negava di aver nuove informazioni veniva schiaffeggiato o colpito al volto.Abou Zoubeida ha passato quattro anni e mezzo nelle prigioni delle CIA. Prima in Polonia poi a Guantanamo. Ha sporto denuncia per tortura alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

Abd Al-Rahim Al-Nachiri, saudita di 49 anni, venne catturato negli Emirati arabi uniti e accusato di aver organizzato un attentato contro la nave americana USS Cole.Nel dicembre 2012, mentre era bendato, subì un interrogatorio da un agente che gli puntò una pistola alla tempia e lo minacciò con un trapano. Lo stesso agente, colpì il prigioniero più volte sulla nuca minacciandolo di portare in prigione la madre e farla violentare davanti ai suoi occhi.

Ramzi Bin Al-Shaiba, 42enne Yemenita, fu catturato in Pakistan nel settembre del 2002 e accusato di essere uno dei tesorieri di Al-Qaeda e di aver finanziato gli attentati dell’11 settembre.Per tre settimane nel 2013, venne colpito al viso e allo stomaco, private del sonno e nutrito con un liquid insipido. Queste tecniche vennero utilizzate come misure di ritorsione ogni qualvolta il prigioniero si dimenticava di chiamare “Signore” il suo carnefice o si diceva di soffrire. Nel 2005 uno psicologo della CIA affermò che l’isolamento prolungato, che durò oltre due anni e mezzo, generò nell’uomo allucinazioni, insonnie, episodi di paranoia e lo portò a tentare di auto-mutilarsi. L’uomo, contrariamente ad altri detenuti, venne tenuto al buio per “accentuare il sentimento di paura”.

Khaled Cheikh Mohammed, presunto ideatore degli attentati dell’11 settembre è stato arrestato nel marzo 2003 in Pakistan e detenuto in prigioni segrete in Giordania per essere poi trasferito a Guantanamo nel settembre 2006. Per la sua presunta posizione è stato uno dei detenuti più torturati: picchiato, privato del sonno (passò sette giorni e mezzo senza dormire), nutrito per via rettale e messo in posizioni dolorose.Subì 15 sedute di waterboarding in due settimane, la prima di un’ora e mezza (dieci minuti in più di quanto “raccomandato” dalla CIA). Durante queste torture ingerì talmente tanta acqua da rischiare più volte l’annegamento.

Secondo il rapporto del Senato, la CIA ha redatto 831 rapporti partendo dai suoi interrogatori. Un numero importante d’informazioni raccolte si è rivelato falso.

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