
Iniziano ad emergere i primi dettagli sull'uomo che nella mattinata di ieri ha accoltellato quattro persone alla stazione di Grafing, nei pressi di Monaco, in Germania, uccidendone una (vedi articolo suggerito).
L'assalitore è stato identificato come Paul H., un 27enne di nazionalità tedesca con alle spalle una serie di problemi legati all'abuso di stupefacenti e attualmente in cura per motivi psichiatrici. Durante l'attacco avrebbe urlato "Allahu Akbar" e "Infedeli dovete morire", ma gli inquirenti escludono vi siano motivazioni religiose dietro al folle gesto.
Paul H. conduceva in apparenza una vita normale: stando a quanto riportato dalla Bild lavorava come animatore in villaggi turistici a Maiorca e in Egitto. Il quotidiano tedesco riporta inoltre che la polizia era dovuta intervenire già due giorni prima dell'attentato, nella giornata di domenica, allertata dai vicini di casa spaventati dalle "grida sconclusionate" che provenivano dal suo appartamento. Il futuro accoltellatore ha poi trascorso la notte presso il reparto di psichiatria.
Il mattino seguente, dopo essere tornato a casa, Paul H. si è diretto verso Monaco, dove ha trascorso la serata consumando stupefacenti. In seguito si è diretto a Grafing, teatro del fatto di sangue, per passare la notte.
Prima delle 5 si è diretto completamente scalzo verso la stazione di Grafing, dove si è consumato il folle gesto. Il procuratore generale Ken Heidenreich ha affermato: "Si è tolto le scarpe e le calze perchè sentiva un gran caldo e delle cimici muoversi al loro interno". Non esattamente il ritratto di un killer legato all'ISIS.
La prima vittima dell'attacco è stata Siegfried W., un 56enne di Wassenburg che stava aspettando il primo treno del mattino per recarsi al lavoro, deceduto in seguito alle gravi ferite riportate. Ancora ricoperto dal suo sangue, Paul H. ha colpito altre tre volte prima di darsi alla fuga. Durata poco, dato che è stato arrestato pochi minuti dopo. "Voleva scappare in Olanda o Portogallo", ha spiegato Heidenreich.
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