
"Sia la Commissione Europea che l'Organizzazione Mondiale della sanità dicono che il rischio che in futuro si possa propagare questa malattia è molto basso". Così il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy ha voluto tranquillizzare il paese sull'emergenza ebola, dopo essersi riunito oggi con i sanitari dell'ospedale Carlo III-La Paz, che assistono Teresa Romero, l'infermiera positiva all'ebola, la prima contagiata fuori dall'Africa. "Il primo obiettivo si chiama Teresa Romero", ha detto il premier, nel sottolineare che la priorità è salvare l'infermiera ausiliaria di 44 anni, le cui condizioni sono definite "molto critiche". In secondo luogo, Rajoy ha indicato "la vigilanza sulle persone che sono state in contatto" con lei e ha assicurato che il governo sta investigando su "come sia potuto accadere" il contagio. Rajoy ha visitato l'ospedale dopo la riunione del Consiglio dei ministri, che ha approvato la creazione di un comitato scientifico per la lotta all'ebola, presieduto dalla vicepremier. Dopo la visita, in cui è stato accompagnato dal presidente della Comunità di Madrid, Ignacio Gonzalez, Rajoy ha lasciato l'ospedale da un'uscita secondaria, dato che la principale era occupata da una protesta del personale sanitario, che blandiva un "guanto" di ebola.
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