
Si fa sempre più pesante il bilancio dell'epidemia di ebola in Repubblica Democratica del Congo. Al 6 ottobre nel Paese sono stati confermati 8.728 contagi e 4.205 decessi, con un tasso di letalità dell'infezione del 48,2%. Lo rende noto nel suo bollettino periodico l'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Al momento, l'epidemia non sembra arrestarsi. «A livello nazionale, la trasmissione rimane intensa, anche se il peso è distribuito in modo non uniforme» tra le diverse aree, scrive l'Oms. Se in alcune zone ci sono «chiari segnali che l'epidemia sta rallentando» «in altre continua a crescere». I dati mostrano che i contagi aumentano: nelle ultime tre settimane il numero di nuovi casi settimanali è salito del 2,5% passando da 475 a 487; sono stabili invece i decessi.
Tasso di mortalità elevato
Non è l'unico elemento a preoccupare: il fatto che la mortalità resti molto alta (quasi 1 paziente su 2) e che la gran parte dei pazienti muoia prima di arrivare in ospedale fa pensare a gravi difficoltà nella risposta, soprattutto «ritardi nell'identificazione della malattia e nell'erogazione di cure adeguate». Intanto l'epidemia continua a diffondersi e nelle ultime settimane i contagi hanno raggiunto un ulteriore distretto nella zona orientale della Repubblica Democratica del Congo.
Sono ancora in corso, invece, le indagini sul caso importato nei giorni scorsi in Kenya. «Il paziente si è ammalato circa un mese fa ed è stato curato in diversi ospedali mentre si trova nella Repubblica Democratica del Congo», ricostruisce l'Oms. Dal Congo è passato in Uganda prima di arrivare a Nairobi, in Kenya, in aereo. L'ipotesi più accreditata è che si sia infettato «in una struttura sanitaria o in una comunità mentre cercava cure per un altro disturbo». Il Paese ha attivato tutte le misure di risposta e al momento è in corso il tracciamento dei contatti per verificare che il virus non sia già stato trasmesso ad altre persone e fermare eventuali catene del contagio.

