
Si è chiusa con il tour de force dei candidati attraverso gli Stati in bilico la lunga e combattutissima campagna elettorale per la Casa Bianca. Hillary Clinton, in risalita nei sondaggi, ha potuto contare sull'appoggio di Barack Obama (che l'ha definita "fantastica", insieme alla moglie Michelle che ha partecipato al comizio conclusivo della candidata democratica a Philadelphia). Anche Donald Trump ha rivolto il suo ultimo appello agli elettorali dalla Pennsylvania, ma da Scranton.
"Facciamo la storia", ha detto l'ex first lady davanti a 40mila persone. "Trump è una mina vagante. Non consentirò a nessuno di farci tornare indietro".
A presentare la candidata democratica è stato proprio il presidente uscente, e ha invitato tutti ad andare a votare. "Scommetto su di voi, come voi avete scommesso su di me. Scommetto che l'America respingerà la politica del risentimento, e che invece della paura sceglierà la speranza", ha affermato. Michelle Obama ha descritto Hillary Clinton come sua fonte di "ispirazione" e come una "leader di cui ci si può fidare".
Donald Trump ha invece ripetuto che "Hillary è il volto del fallimento: guardate cos'ha fatto con le email. È corrotta".
"Io non ho bisogno delle star, ho bisogno solo di voi", ha ripetuto ossessivamente negli ultimi comizi. Ha accusato il colpo della decisione dell'Fbi e sferra l'ultimo durissimo attacco all'avversaria: "Clinton è colpevole, tutti lo sanno. Non dovrebbe esserle permesso di correre per la presidenza". "Ora - incita i suoi sostenitori - tocca a voi americani fare giustizia nelle urne".
L'ultimo sondaggio Reuters/Ipsos dà a Hillary Clinton una probabilità di successo del 90%. La candidata democratica otterrebbe 303 grandi elettori, quindi ben oltre i 270 necessari all'elezione alla Casa Bianca, mentre Trump si fermerebbe a 235. La sorte dell'immobiliarista newyorkese si gioca in Florida, Michigan, North Carolina e Ohio, che domenica erano ancora 'too close to call', nonché in Pennsylvania, dove Clinton aveva un lieve vantaggio del 3%.
Il risultato definitivo lo si avrà domani mattina: alle 5 del mattino chiuderanno i seggi sulla costa Ovest, con la California. Mercoledì, su TeleTicino alle 20.45, la trasmissione "I conti in tasca" avrà come tema "L'America dopo il voto". Ospiti di Alfonso Tuor, Marcello Foa, CEO di Corriere del Ticino e MediaTi, Stefano Fiala, direttore della VECO Invest SA, Morris Mottale, professore alla Franklin University e Aldo Sofia, giornalista.
E se nessun candidato raggiunge i 270 grandi elettori? In caso di pareggio il presidente viene eletto dalla Camera dei rappresentanti, ma è un caso più unico che raro. L'ultima volta è accaduto nel 1824 con John Quincy Adams.
Presso il piccolo villaggio di Dixville Notch, gli otto (!) aventi diritto di voto si sono già aspressi: 4 voti sono andati a Hillary Clinton, 2 a Donald Trump e uno all'outsider Gary Johnson. L'ultimo voto è andato per protesta al candidato repubblicano delle elezioni del 2012 Mitt Romney. Lo riferisce la CNN.
A Nearby Millsfield, Trump ha invece ottenuto ben 16 voti contro i 4 di Hillary. A Hart's Location il tycoon ha vinto per 17-14.
In un minuscolo villaggio del New Hampshire autorizzato a votare sin dalla mezzanotte scorsa (locale), Hillary Clinton ha battuto Donald Trump: a Dixville ha ottenuto 4 voti contro i 2 del suo rivale.
Si tratta di risultati, scrive la CNN online, che incoraggeranno i sostenitori di Hillary Clinton, poiché in recenti elezioni, chi ha prevalso a Dixville ha poi vinto la Casa Bianca. In particolare nel 2000 e 2004, il più votato è stato George W. Bush, nel 2008 Obama, mentre nel 2012 si è registrato un 5 pari tra Obama e Romney.
In base alla legge del New Hampshire, i comuni con meno di 100 abitanti possono votare a partire dalla mezzanotte, e i seggi vengono chiusi non appena tutti gli aventi diritti hanno votato.
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