
L'Isis ha rivendicato la responsabilità delle due esplosioni a Kerman, in Iran, con un post su Telegram citato da Al Arabiya online. "Nell'ambito di una battaglia, con la grazia di Dio Onnipotente, i due fratelli martiri, Omar Al-Muwahid e Saifullah Al-Mujahid, si sono avviati verso un grande raduno di sciiti politeisti vicino alla tomba del loro leader morto, Qassem Suleimani, dove hanno fatto esplodere le loro cinture esplosive in mezzo alla folla, provocando l'uccisione e il ferimento di oltre 300 sciiti”, si legge nel testo di rivendicazione dell'Isis.
Cosa è successo
Ieri, lo ricordiamo, si sono verificate due esplosioni nei pressi del cimitero dei martiri di Kerman, nell'Iran centrale, dove si trova la tomba di Qassem Soleimani, il capo delle forze Qods delle Guardie della Rivoluzione iraniana, ucciso il 3 gennaio del 2020 in Iraq in un'operazione degli Stati Uniti. Secondo quanto riporta Mehr, migliaia di persone si stavano recando sul luogo per omaggiare il leader pasdaran nel quarto anniversario dell'uccisione. Nell'attentato sono rimaste uccise 84 persone.

