
È ancora una ferita aperta l’attacco di giovedì sera, in cui un commando dell’Isis ha preso d’assalto l’affollatissimo aeroporto di Kabul, causando più di 170 morti e molti più feriti in una serie di esplosioni e sparatorie. Biden ha promesso vendetta e lo Stato islamico altri attentati, ma ad ogni modo l’attacco di giovedì era stato ampiamente preannunciato dai servizi segreti occidentali e dagli stessi talebani, che però non sono riusciti ad evitarlo. Radio3i ha intervistato il celebre giornalista Toni Capuozzo, a cui hanno chiesto: era un attacco annunciato? “Stavolta alla lettera, erano ore e giorni che l’intelligence metteva in guardia contro questo pericolo. Anzi erano stati rivolti degli appelli alle persone che stazionavano al di fuori dell’aeroporto di allontanarsi, perché si pensava sarebbe stato possibile un attentato da parte dell’Isis. Noi giornalisti spesso usiamo il termine ‘annunciato’ per un fatto di cronaca, questa volta è stato annunciato per davvero”.
Il bersaglio? Sia gli uni che gli altri
L’Isis ha rivendicato gli attacchi di giovedì, dicendo che i talebani erano “in combutta” con gli Stati Uniti. Ma quindi, verso chi era rivolto questo attacco? “Intanto al mondo. In questi giorni l’aeroporto di Kabul era il palcoscenico su cui erano accesi i riflettori del mondo intero e per lo Stato Islamico, che è una componente minoritaria in Afghanistan, era un’occasione troppo ghiotta per vedersela sfuggire. Il numero di vittime tra i militari americani è una medaglia al petto per questa ‘isis-k’”. “Il secondo obiettivo”, prosegue Capuozzo, “sono i talebani. È uno schiaffo in faccia ai talebani, cui viene detto ‘non controllate l’intero paese, vi siete imborghesiti candidandovi a governare ma avete perso la capacità di controllare il Paese’. Bisogna tener ben presente che, come spesso succede nelle organizzazioni fondamentaliste, tra lo Stato islamico e i talebani, così come tra lo Stato islamico e Al-Qaeda, c’è una concorrenza feroce. E più i talebani si avvicinano a governare il paese più si fanno forti le accuse di imborghesimento”.
Un’alleanza tra Usa e talebani?
Ma adesso che succede? “Succede che... ormai ci siamo abituati a prendere con le pinze quello che dice Biden: quando dice ‘ve la faremo pagare’ è chiaro che per gli Stati Uniti, non avendo più basi in Afghanistan, diventerà piuttosto complicato punire gli autori di quest’attentato. È anche chiaro che è un terreno in cui i destini di americani e talebani - che già sono stati protagonisti di una lunga trattativa ad hoc in questi giorni, con numerosi contatti - si intrecciano. È nell’interesse anche dei talebani che questa temibile concorrenza interna dell’Isis venga colpita. Non so se si arriverà al punto in cui i talebani arriveranno a segnalare le grotte dello Stato islamico all’aviazione americana per farle bombardare, ma qualcosa del genere probabilmente succederà”.
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