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È stato il copilota
Redazione
11 anni fa
Rimasto solo nella cabina, il 28enne ha attivato i bottoni per azionare la discesa dell'aeroplano. "C'era la volontà di distruggere l'aereo"

Il copilota del volo di Germanwings precipitato nelle Alpi francesi (Andreas Guenter Lubitz, 28 anni, nella foto) è "rimasto solo" in cabina e ha "attivato i bottoni per azionare la discesa dell'aeroplano". Lo ha detto il procuratore di Marsiglia Bruce Robin durante una conferenza stampa. "Sembrava vivo fino al momento dell'impatto".

"Per noi inquirenti, l'interpretazione più plausibile è che il copilota si sia rifiutato di aprire la porta della cabina al comandante e abbia azionato il bottone per comandare la perdita di altitudine", ha aggiunto il procuratore, che si è rifiutato di utilizzare la parola "suicidio", ma che ha aggiunto: "C'era la volontà di distruggere l'aereo".

"Non uso il termine suicidio, perché di solito quando ci si toglie la vita lo si fa da soli" ha precisato il procuratore. "A questo stadio, nulla indica che si possa trattare di un attentato terroristico. Ora indagheremo sui contatti del copilota."

Lubitz, ha spiegato il procuratore, era di nazionalità tedesca (originario di Montabaur, nella Renania-Palatinato) e non era considerato un possibile terrorista. "Non conosciamo la sua religione" ha aggiunto. Il copilota aveva iniziato a lavorare per Germanwings nell'estate 2013 ad aveva all'attivo 630 ore di volo. Il comandante dell’aereo, Patrick Sonderheimer, padre di due figli, aveva invece un'esperienza di circa 10'000 ore di volo.

I passeggeri si sono resi conto dell’imminente impatto al suolo solo all’ultimo minuto, come testimonia la registrazione. "Le urla si sono sentite solo negli istanti precedenti lo schianto" ha dichiarato il procuratore. "La morte è stata istantanea."

Per la ricerca ed il recupero dei cadaveri, ha concluso il procuratore, ci vorranno almeno 15 giorni: "Si tratta di un lavoro complicato."

 

Nel pomeriggio il Ceo di Lufthansa Carsten Spohr ha tenuto una conferenza stampa, fornendo ulteriori dettagli sul giovane 28enne. 

Per qualche mese Lubitz aveva interrotto la sua formazione di copilota, ha spiegato il CEO, non specificando i motivi poiché vige il segreto professionale. Ma non è una prassi inusuale, ha aggiunto.

Durante questo periodo Lubitz aveva lavorato come assistente di volo e aveva ripreso in un secondo momento la formazione, superando brillantemente tutti i test medici e psicologici. Dal 2013 lavorava come primo ufficiale sull'Airbus A320. "Era al 100% idoneo al volo", ha assicurato ancora Spohr.

Una volta all'anno vengono effettuati dei controlli, ma test psicologici non ci sono più una volta finita la formazione, ha spiegato l'amministratore delegato. "Ai piloti viene comunque garantita un'assistenza psicologica qualora lo richiedano". 

"Possiamo solo speculare i motivi di questa tragedia" ha continuato Spohr. "Abbiamo assoluta fiducia nei nostri piloti, sono i migliori del mondo. Quello che è successo è un tragico caso isolato. La sicurezza è la regola numero per i nostri piloti. Quello che posso dire è che sono tremendamente dispiaciuto per quanto successo e faremo di tutto per assicurare la nostra piena collaborazione nelle indagini".

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