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Guerra in Ucraina
"È possibile che si verifichino altri incidenti"
Redazione
4 anni fa
Lo sostiene Aldo Ferrari, direttore del programma di ricerca Russia, Caucaso e Asia Centrale dell’ISPI, secondo il quale quella dell'Occidente di classificare i missili in Polonia come "incidente" sia stata una valutazione equilibrata e prudente.

La caduta dei due missili nella campagna polacca sud-orientale ha fatto presagire il peggio. Da ieri sembra invece di percepire la volontà di voler abbassare la tensione. Ma come va letto questo quadro? Ne abbiamo parlato con Aldo Ferrari, direttore del programma di ricerca Russia, Caucaso e Asia Centrale dell’ISPI, secondo cui quello che è avvenuto ieri ci ha portato vicino ai massimi livelli di tensione. "Devo dire che in parte Ucraina, Polonia, USA e NATO hanno buttato acqua sul fuoco, perché è comunque probabile che un missile fosse ucraino. Tuttavia, la rapidità con cui questo è stato affermato mostra che la percezione dell’enorme, e forse incontrollabile, rischio che una diversa valutazione dell’accaduto (ovvero accusare la Russia) avrebbe potuto far scattare non solo l’articolo 4, ma anche l’articolo 5 della NATO, che implica la difesa automatica di un membro che venga aggredito”. La decisione presa ieri dai Paesi occidentali di accreditare questa versione “è stata molto razionale, forse l’atto più razionale che si è avuto in mesi e mesi di conflitto”.

“Possibili ulteriori incidenti”

Una valutazione ritenuta da Ferrari come equilibrata e prudente quella che l’Occidente ha voluto dare a questo fatto, considerandolo un incidente e non una deliberata aggressione russa. “Direi che questo fatto può essere interpretato positivamente”, dice Ferrari, “perché non ha portato a una crisi dalle dimensioni preoccupanti, però tutto va avanti come prima: la Russia continua a bombardare, anche se le trattative di pace sembrano essere più vicine di quanto fossero qualche mese fa, ma a livello pubblico non sono comunque ancora partite. Evidentemente i tempi non sono ancora maturi e purtroppo in questa incertezza è possibile che si verifichino altri incidenti come quello di ieri, che potrebbero portare a conseguenze gravissime”.

Opinione pubblica e sostegno ucraino

La stessa NATO ha di fatto parlato di incidente, ma questo episodio non potrebbe incrinare in qualche modo il sostegno occidentale all’Ucraina, ad esempio in seno all’opinione pubblica? “C’è questa possibilità, che si aggiunge al fatto che l’inverno sta arrivando e che le economie occidentali soffriranno dell’aumentato costo delle fonti energetiche, quindi di tutte le ricadute economiche che avremo in questi mesi”. Il rischio che si ripetano incidenti potenzialmente pericolosi come quello verificatosi in Polonia, per Ferrari “farà ovviamente presa sulle opinioni pubbliche. Ci sarebbero molte ragioni per andare verso un inizio sostanziale delle trattative, ma evidentemente non tutti i Paesi sono favorevoli, in particolare l’Ucraina, che sta cambiando le sorti del conflitto, e i Paesi tradizionalmente anti russi che la sostengono, come la Polonia, la Gran Bretagna, i Paesi Baltici e gli Stati Uniti, anche se più prudenti”. Esiste quindi un fronte anti russo “molto compatto e molto forte nelle sue posizioni che intende approfittare dell’evidente difficoltà bellica e politica di Mosca in questo momento per provare a ridurre, forse per sempre, quella che viene percepita come una potenza aggressiva ai confini con l’Europa”.

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