
Con l'annuncio delle sue dimissioni in caso di approvazione dell'accordo da parte di Westminster, è partito il "toto nomi" per la successione di Theresa May alla guida del partito conservatore e quindi alla funzione di primo ministro.
In pole position c'è l'ex ministro degli esteri Boris Johnson, che non a caso è stato tra i primi a fare retromarcia e dichiararsi disponibile a votare per l'accordo della prima ministra, in passato attaccato molto duramente. L'ex sindaco di Londra, che di recente ha anche dato un taglio alla sua celebre zazzera, sarebbe il favorito della corsa fra gli attivisti conservatori se arrivasse al ballottaggio, ma non riscuote altrettanto successo - anche per via delle sue troppo frequenti gaffe e uscite politicamente non corrette - fra i deputati a Westminster, che potrebbero stopparne la corsa nelle votazioni preliminari.
Il principale avversario di Johnson fra gli euroscettici è considerato l'ex ministro per la Brexit, Dominic Raab. La sua strategia fino a oggi è stata quella di commettere meno errori possibili e parlare poco. Ma, nell'ombra, sembra che si sia già dato da fare per avviare una sorta di organizzazione elettorale. Secondo il Guardian infatti Raab è molto vicino al capo della comunicazione di "Vote Leave" (Vota l'uscita della Gran Bretagna dall'Ue), Paul Stephenson, e sui social media in questi giorni è comparsa la campagna "Ready for Raab" (Pronti per Raab).
In corsa anche il successore di Johnson al ministero degli esteri Jeremy Hunt, dagli osservatori inquadrato come il candidato dell'establishment conservatore. Ex remainer, dopo il referendum si è avvicinato all'ala brexiteer del partito perdendo però i consensi dell'ala più moderata dei Tory. Per qualcuno è considerato l'unico in grado di sconfiggere Johnson anche di fronte alla base.
Tra gli outsider spiccano poi il ministro degli interni Sajid Javid e quello della Sanità Matt Hancock. Il primo era considerato fino a poco tempo fa un candidato di punta ma pare stia perdendo consensi. La sua storia, quella del figlio di immigrati che diventa un banchiere milionario, da alcuni è considerata un vantaggio ma, come May, non gode di grandi amicizie politiche che possano aiutarlo. La popolarità di Hunt, invece, è in aumento anche perché si è abilmente tenuto fuori dal pantano Brexit cercando di portare avanti il suo lavoro quotidiano di ministro, ottenendo anche dei risultati concreti.
Tra i possibili traghettatori, infine, circolano anche i nomi del ministro dell'Ambiente Michael Gove e del vicepremier de facto, David Lidington.
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