
È morto oggi a Roma, all'età di 82 anni, il giornalista Paolo Di Tullio, professionista dal primo giugno 1976, a lungo all'Agenzia di stampa italiana ANSA con incarichi di responsabilità fino a raggiungere la qualifica di caporedattore centrale. Nato il 6 giugno 1943, potentino di adozione, Di Tullio cominciò la sua carriera professionale a Potenza collaborando con i quotidiani «Roma» e «Il Mattino». Assunto giovanissimo nella sede regionale lucana della Rai, firmò numerosi servizi, soprattutto di politica e di cronaca. Curò anche alcuni collegamenti radiofonici con «Tutto il calcio minuto per minuto» quando il Potenza, negli anni Sessanta e per un quinquennio, partecipò al campionato di serie B.
L'addio alla Rai e l'arrivo all'ANSA
Lasciò la Rai nel 1980 per dirigere la redazione di Matera del «Corriere del Giorno». Nel 1981 l'approdo all'ANSA per dar forma e guidare la nascente sede regionale per la Basilicata dell'Agenzia, chiamata tra l'altro a raccontare in quella stagione le vicende del dopo terremoto 1980. Proprio in quel periodo si distinse per le sue capacità organizzative e professionali, che gli valsero il passaggio, nel 1989, alla guida della redazione di Napoli dell'ANSA. Nel 1991 il trasferimento a Roma, alla sede centrale dell'Agenzia, alla guida della Redazione Interni dove, con il suo carattere mai saccente ma pacato e affabile, seppe conquistare affetto e stima da parte dei colleghi. Infine, il passaggio all'ufficio centrale, dove ha concluso la carriera nel 2009. Di Tullio - Paolone per gli amici - lascia la moglie Filomena e i figli Carlo e Maria Luisa, anche lei giornalista e redattrice dell'ANSA.

