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Estero
Durban 2: Ahmadinejad accusa Israele, l'Ue lascia la sala
Redazione
17 anni fa

È cominciata all'insegna dello scontro la Conferenza dell'Onu contro il razzismo (Durban 2): come temuto, il presidente iraniano Mahmud Ahmadinjad ha rinnovato le accuse di razzismo ad Israele in totale disprezzo dei moniti delle Nazioni Unite e della comunità internazionale. Dalla tribuna dell'Onu, Ahmadinjad ha accusato i Paesi occidentali di aver usato il pretesto dell'Olocausto per creare un "regime razzista" in Palestina, provocando l'immediato abbandono della sala dei diplomatici dei 23 Paesi dell'Unione europea che avevano scelto di partecipare alla Conferenza. Immediate le condanne dell'Onu, delle diplomazie occidentali e di Israele. Il "sionismo mondiale personifica il razzismo", ha affermato il presidente dell'Iran, applaudito a più riprese da alcuni, ma non certo dai delegati occidentali. Alla fine della seconda guerra mondiale, con il "pretesto della sofferenza degli ebrei", si è stabilito nel cuore del Medio Oriente "un governo completamente razzista", ha rincarato la dose senza mai citare il nome di Israele. Inoltre, il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha sostenuto negli ultimi 60 anni l'occupazione del "regime sionista", dandogli "piena libertà di commettere qualsiasi crimine". Nel suo discorso di oltre 30 minuti Ahmandinejad ha anche sferrato attacchi contro il diritto di veto al Consiglio di sicurezza e contro gli Usa. Unico capo di Stato alla Conferenza, al suo arrivo nella sala delle Assemblee del Palais des Nations, Ahmadinejad è stato accolto da un applauso, ma il suo intervento è stato brevemente interrotto dalle grida "razzista, razzista" lanciate da un piccolo gruppo di contestatori che indossavano parrucche colorate da pagliacci. Da sotto il palco un giovane ebreo francese gli ha lanciato, sfiorandolo, un naso rosso da pagliaccio. Non è la prima volta che il leader iraniano si scaglia contro Israele ed erano in molti a temere che Ahmadinejad avrebbe sfruttato anche l'occasione della Conferenza di Ginevra. "La nostra previsione era corretta", ha reagito il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini. "L'Italia non ha voluto fin dall'inizio partecipare ad un'occasione che avrebbe presumibilmente potuto risolversi in una cattiva occasione per incitare all'odio anti-israeliano", ha detto. Severissimo anche il commento degli Usa che, come l'Italia ed altri Paesi, avevano deciso di non partecipare ala Conferenza. Il discorso del presidente iraniano è stato "vile" e 'odioso'', hanno osservato. Indignate le reazioni anche di Paesi quali Gran Bretagna e Francia, pure presenti all'evento. Ma il rammarico più forte per le parole del presidente iraniano lo hanno espresso il Segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon e l'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Navi Pillay, che avevano aperto in mattinata i lavori della Conferenza. Il segretario generale ha deplorato l'uso della piattaforma dell'Onu per "accusare, dividere e incitare" all'odio. Anche Pillay ha criticato l'intervento del leader iraniano, ma la "migliore replica è di rispondere e correggere, non di ritirarsi e boicottare la Conferenza", ha aggiunto. Durban 2 si era aperta stamani in un clima di incertezza e divisione, sottolineato dal boicottaggio di numerosi Paesi occidentali. Dopo Israele e Canada, anche Usa, Italia, Olanda, Germania, Polonia ed altri non hanno inviato rappresentanti alla Conferenza, temendo una replica delle manifestazioni antisemite che avevano contrassegnato la precedente riunione dell'Onu sul razzismo, nel 2001 a Durban, in Sudafrica. La Svizzera si è invece fatta rappresentare alla Conferenza dall'ambiasciatore all'Onu Dante Martinelli, che durante il discorso di Ahmadinejad è rimasto in sala. La Confederazione non condivide la posizione iraniana, ma rispetta la libertà di opinione, ha affermato un portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri. ATS

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