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Duello all'O.K. Corral per Donald Trump
Duello all'O.K. Corral per Donald Trump
Duello all'O.K. Corral per Donald Trump
Redazione
10 anni fa
Il tycoon sempre più solo dopo le accuse di sessismo. Oggi la notte del duello decisivo con Hillary Clinton

È il giorno del duello tv che può segnare la svolta decisiva nella corsa alla Casa Bianca. Con decine di milioni di americani incollati allo schermo e un picco di ascolti da record, per il dibattito che ha già vinto la palma del più atteso della storia. Un appuntamento a cui Donald Trump arriva più isolato che mai, un partito che già a denti stretti aveva accettato la sua candidatura, e che ora è nel caos più completo, con decine di big tra senatori e leader del Grand Old Party che tolgono il loro appoggio al candidato ufficiale o ne chiedono un passo indietro. Una fronda guidata da personaggi del calibro di John McCain e Condoleezza Rice, che si uniscono a chi non ha mai digerito la nomination di Donald Trump, come il clan dei Bush o Mitt Romney. E personalità di spicco come lo speaker della Camera Paul Ryan o il numero uno del partito Reince Preibus, che formalmente continuano - turandosi il naso - ad appoggiare il candidato. L'ultimo in ordine di tempo a chiedere le dimissioni di Trump per lasciare il posto al candidato alla vicepresidenza Mike Pence è il senatore John Thune, a pochissime ore dal secondo dibattito con Hillary Clinton. È lui il più alto in grado nel partito repubblicano a invocare un cambio della guardia. E Pence, che ha criticato duramente le parole volgari ed offensive di Trump sulle donne, sta alla finestra. Anche se per molti esperti oramai lo switch, con il voto già partito in alcuni stati (grazie alla pratica dell'early voting), è praticamente impossibile. Ma, premesso che si parla di scenari inediti, il pressing senza precedenti per un ritiro di Trump lascia aperta - a detta di molti osservatori - la possibilità di sviluppi clamorosi. Intanto Trump, circondato dai fedelissimi come l'ex sindaco di New York Rudy Giuliani e il governatore del New Jersey Chris Christie, viene descritto da chi gli è stato vicino nelle ultime ore nel 'fortino' della Trump Tower come scosso e incredulo. Non crede a quello che sta accadendo dopo la pubblicazione del video dello scandalo da parte del Washington Post. Ma allo stesso tempo si parla di un Trump rabbioso, che - come ha oramai più volte ribadito in video e su Twitter - non ha alcuna intenzione di mollare. E che chiama i repubblicani che lo stanno scaricando di ora in ora "ipocriti moralisti", che non tengono conto del suo seguito popolare. Anche se in base a un sondaggio della Abc il 43% degli americani vorrebbe il suo ritiro. Emblematiche le immagini della notte scorsa quando, uscito davanti alla Trump Tower, il tycoon ha cercato il bagno di folla, accolto da un'ovazione delle decine di fan riunitosi sotto la sua residenza sulla Fifth Avenue di Manhattan: lui circondato dagli agenti, ha salutato ripetutamente tutti con il braccio alzato e in segno di sfida e di vittoria. In quello che però per qualcuno potrebbe addirittura diventare il gesto di addio ai suoi sostenitori. Perché anche Trump sa bene che davanti alla platea di studenti della Washington University di St.Louis, in Missouri, si gioca le sue ultime carte disperate. Secondo alcuni media, vedi il New York Times, i suoi strateghi gli avrebbero suggerito di adottare un atteggiamento fermo ma umile, di un candidato che si è reso conto della gravità di quelle affermazioni volgari e sessiste affiorate dal recente passato. Ma l'impressione è quella di un animale ferito, pronto a qualunque colpo basso nei confronti della rivale. Già su Twitter ha pubblicato il video della donna che nel 1999 accusò Bill Clinton di averla violentata e Hillary Clinton di averla minacciata per farla tacere. Vicenda archiviata dagli inquirenti. La candidata democratica si rende perfettamente conto che sarà attaccata su questo terreno e - racconta il suo entourage - si sta preparando a tutti gli scenari possibili, compreso il "worst case scenario". Pronta a sua volta a sfruttare le nuove registrazioni del passato tornate alla luce in queste ore in cui Trump addirittura usa espressioni sessualmente volgari parlando della figlia Ivanka. Temi come le tensioni razziali, che erano anche dietro alla scelta di St. Louis come teatro del dibattito, difficilmente troveranno spazio.

Trump, intanto, incassa il sostegno di Nigel Farage: "E' un tipico vanto da maschio Alfa che gli uomini fanno - ha detto - Si siedono, si bevono un drink e parlano di queste cose. In ogni caso anche le donne dicono un sacco di cose che non vorrebbero vedere pubblicate".

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