

Gli «atti di escalation» che denunciano di aver subito Bahrein e Kuwait «costituiscono una flagrante violazione della sovranità statale e una minaccia diretta alla sicurezza e alla stabilità della regione».
Lo ha detto il presidente libanese Joseph Aoun in un comunicato diffuso dal suo ufficio e citato da Al Jazeera, affermando di considerare gli attacchi iraniani in corso come un tentativo di minare «tutti gli sforzi e le iniziative regionali e internazionali volti a porre fine alla guerra e a contenere le tensioni».
La situazione «richiede un intervento urgente da parte dei promotori del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran e della comunità internazionale» ha aggiunto Aoun ribadendo la «piena solidarietà del Libano con il Bahrein e il Kuwait».
Durante la notte soldati delle Forze di difesa israeliane (Idf) della brigata Golani hanno incontrato un miliziano di Hezbollah dopo essere entrati in un edificio sospetto nell'area di Deir Siryan, nel Libano meridionale, e nello scontro è rimasto ucciso il capitano David Hazutt, 21 anni, mentre un altro soldato è stato ferito.
Lo riferisce l'esercito israeliano, aggiungendo che, dopo l'accaduto, è stata avviata una ricerca del miliziano e obiettivi nell'area sono stati colpiti. Le operazioni per localizzare ed eliminare il miliziano sono ancora in corso, afferma l'Idf.
«Il Regno del Bahrein invita a un'azione internazionale per fermare la ripetuta aggressione iraniana». La dichiarazione si legge in un post sull'account ufficiale del ministero degli Esteri del Bahrein.
In una nota precedente, il ministero degli Affari Esteri del Bahrein sottolinea che «il continuo atteggiamento di sfida di Teheran nei confronti della volontà della comunità internazionale richiede una risposta ferma. Per questo motivo, invita il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a convocare con urgenza una sessione straordinaria e ad assumersi le proprie responsabilità garantendo l'attuazione della Risoluzione n. 2817 (2026), ponendo fine a questa aggressione continua e chiamandone gli autori a risponderne».
Secondo il Bahrein, si tratta di «una grave escalation che dimostra come le azioni dell'Iran non siano episodi isolati o accidentali, bensì una strategia deliberata e sistematica di aggressione ripetuta contro la sovranità del Regno e la sicurezza dei suoi cittadini e dei residenti sul suo territorio».
Il comunicato ufficiale prosegue con il ministero che «ritiene che questa reiterazione faccia cadere ogni possibile giustificazione e dimostri la premeditazione dell'azione, poiché l'aggressione rappresenta una chiara violazione degli impegni assunti da Teheran con il Memorandum d'intesa di Islamabad, firmato il 17 giugno 2026, che prevedeva la cessazione permanente delle operazioni militari e il rispetto della sovranità degli Stati della regione. Ciò rende l'Iran l'unico responsabile della violazione dei propri impegni e del compromesso delle residue possibilità di de-escalation e di stabilità nella regione».
Il Ministro della Difesa Israel Katz ha inviato una lettera al presidente della Commissione Esteri e Difesa della Knesset chiedendo una discussione urgente su un provvedimento temporaneo per sospendere gli arresti dei religiosi renitenti alla leva, riferiscono i media israeliani.
Nella lettera Katz chiede che la commissione legislativa discuta una «disposizione temporanea» che consenta agli studenti di yeshiva (scuole religiose) a tempo pieno di evitare l'arresto, garantendo al contempo «la continuazione dell'azione penale contro i renitenti alla leva appartenenti alla comunità Haredi che non studiano nelle yeshiva».
Nei giorni scorsi in tutto il Paese ci sono state massicce proteste e manifestazioni da parte degli ultraortodossi contro gli arresti dei renitenti alla leva.
«Qualsiasi interferenza nel processo di definizione di un nuovo accordo nello Stretto di Hormuz aggraverà la tensione e complicherà la situazione, causando un ritardo nella riapertura della via navigabile», ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi durante una conferenza stampa tenuta oggi a Baghdad insieme al suo omologo iracheno Fuad Hussein.
«In base al protocollo d'intesa tra Iran e Stati Uniti, la situazione nello Stretto di Hormuz tornerà a quella pre-bellica, sotto la gestione dell'Iran, e nessun altro Paese ha alcuna responsabilità al riguardo», ha aggiunto Araghchi, secondo quanto riportato dall'agenzia Mehr.
«Esorto tutte le parti a non interferire con le misure adottate dall'Iran per la riapertura della via navigabile» ha aggiunto il ministro degli Esteri iraniano.
Da parte sua il ministro degli Esteri iracheno, Hussein, ha espresso la disponibilità di Baghdad a ospitare colloqui tra gli Stati del Golfo e l'Iran per contribuire a raggiungere una soluzione regionale sullo Stretto di Hormuz. Stando a quanto riportato dai media iraniani, Araghchi ha accolto con favore la proposta, esprimendo piena disponibilità a cooperare a questa iniziativa.
Araghchi ha affermato che il nuovo assetto di sicurezza della regione dovrebbe cambiare e che «dobbiamo giungere a un quadro in cui le parti esterne alla regione non siano coinvolte in esso».
Nel corso dei colloqui, l'alto diplomatico iraniano ha inoltre esortato le parti firmatarie del memorandum d'intesa, siglato tra l'Iran e gli Stati Uniti, a rispettarne i termini e a non permettere che il memorandum devi dal suo corso.
«La responsabilità per i continui attacchi del regime sionista contro il Libano - ha poi aggiunto Araghchi - ricade sugli Stati Uniti, che hanno violato il proprio impegno contenuto nel memorandum d'intesa relativo alla cessazione degli attacchi israeliani e al ritiro delle proprie forze».
«Venerdì, le forze dell'Idf (le Forze di difesa israeliane, ndr) hanno effettuato un attacco nella Striscia di Gaza centrale, eliminando il terrorista Mansour Sami Mahmoud Shahtout, comandante della polizia navale di Hamas nei Campi Centrali della Striscia. Insieme a lui, durante l'attacco sono stati eliminati altri due comandanti appartenenti alla polizia navale, che opera sotto l'ala militare di Hamas e organizza e dirige attacchi terroristici contro le truppe dell'Idf e lo Stato di Israele. Prima dell'attacco, sono state adottate misure per ridurre al minimo i danni ai civili, tra cui l'utilizzo di munizioni di precisione e la sorveglianza aerea».
Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota congiunta con lo Shin Bet, il servizio di intelligence interna israeliano.
L'agenzia di stampa statale libanese ha riferito di un nuovo attacco israeliano contro il Libano meridionale avvenuto oggi, due giorni dopo la firma di un accordo tra i due Paesi volto ad aprire la strada ai negoziati di pace.
«Un aereo da guerra israeliano ha sferrato un attacco aereo contro la periferia delle città di Deir Seryan e Taybeh, nel Libano meridionale», ha riferito l'Agenzia nazionale di stampa libanese, gestita dallo Stato.
«I feroci attacchi statunitensi contro le strutture iraniane sulle coste meridionali del Paese, avvenuti nelle prime ore di domenica, hanno dimostrato che questo regime non attribuisce alcun valore né credibilità ai propri impegni e che la violazione degli accordi fa parte della sua natura». Lo ha affermato il ministero degli Esteri iraniano in un comunicato.
Gli attacchi violano la Carta delle Nazioni Unite e il protocollo d'intesa recentemente firmato tra i due paesi, ha affermato il ministero, citato dall'agenzia Irna, sottolineando che «l'Iran è determinato a difendere la propria sovranità nazionale e l'integrità territoriale contro le aggressioni militari statunitensi».
«L'Iran condanna fermamente gli attacchi aerei sferrati dall'esercito terroristico statunitense contro diverse strutture di monitoraggio e sorveglianza sulla costa meridionale del Paese nelle prime ore di domenica», ha aggiunto il ministero degli Esteri iraniano nella nota, precisando di «ribadire la propria determinazione a difendere la sovranità nazionale dell'Iran» contro gli attacchi statunitensi.
L'Iran e gli Stati Uniti si sono accusati a vicenda di aver violato la tregua, mettendo a dura prova i negoziati volti a porre fine alla guerra in Medio Oriente.
Le difese aeree del Bahrein hanno intercettato missili e droni iraniani, secondo quanto riferito dalle forze armate del regno del Golfo, dopo che gli Stati Uniti hanno sferrato nuovi attacchi contro l'Iran.
L'esercito del Bahrein ha dichiarato di aver «intercettato e distrutto una serie di proiettili utilizzati in questi perfidi attacchi iraniani», aggiungendo di essere in «massima allerta».
L'Iran aveva annunciato in precedenza di aver sferrato attacchi contro la base della Quinta Flotta statunitense in Bahrein e un'altra base in Kuwait, in rappresaglia agli attacchi statunitensi sul proprio territorio.
Il portavoce delle Forze di difesa israeliane (Idf) comunica in una nota che mercoledì scorso le forze hanno colpito ed eliminato nella Striscia di Gaza, ad Al-Shati, Abd al-Rahman Maher Abd al-Karim Ziyada, comandante di una cellula terroristica di Nukhba, l'unità di élite delle brigate al-Qassam di Hamas.
«Ziyada si era infiltrato in territorio israeliano durante il massacro del 7 ottobre e aveva saccheggiato un veicolo militare dell'Idf portandolo nella Striscia di Gaza», riferisce la nota.
In un ulteriore attacco, avvenuto lo stesso giorno a Khan Yunis, l'Idf riferisce di aver ucciso Kamal Mohammad Hamdan Najjar, capo dell'Unità Tunnel nel settore di Khan Yunis dell'ala militare di Hamas.
Gli Stati Uniti e l'Iran si sono scambiati nuovi attacchi ieri e oggi, accusandosi a vicenda di aver violato il fragile cessate il fuoco firmato il 17 giugno. Il presidente statunitense Donald Trump ha minacciato di tornare in guerra per annientare la Repubblica islamica.
Ieri l'aviazione statunitense ha colpito dieci obiettivi, tra cui «infrastrutture di sorveglianza militari iraniane, sistemi di comunicazione, siti di difesa aerea, impianti di stoccaggio di droni e mezzi per la posa di mine», ha scritto il Comando centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) sul social network X.
Media iraniani hanno riferito di diverse esplosioni nelle regioni di Sirik e Qeshm, nel sud del Paese. Il CENTCOM ha pubblicato su X un breve video presentato come quello del raid.
Secondo il CENTCOM, questi bombardamenti sono stati effettuati in rappresaglia a un attacco sferrato ieri mattina da un drone iraniano contro una petroliera battente bandiera panamense, la M/T Kiku, che trasportava oltre due milioni di barili di greggio attraverso lo stretto di Hormuz.
All'alba di oggi, i Guardiani della Rivoluzione hanno annunciato di aver lanciato, come rappresaglia, missili e droni verso il Kuwait e il Bahrein. Hanno «distrutto otto importanti infrastrutture dell'esercito americano nella base di Ali al-Salem in Kuwait e nella base della Quinta Flotta Navale a Port Salman in Bahrein», hanno affermato in un comunicato.
«Qualsiasi aggressione nemica, qualunque sia il pretesto, anche contro obiettivi insignificanti [...] riceverà una risposta implacabile», hanno avvertito.
Minacce di annientamento
Gli Stati Uniti avevano già sferrato venerdì i loro primi attacchi contro l'Iran dalla firma, il 17 giugno, di un protocollo d'intesa tra i due paesi, che ha instaurato un cessate il fuoco e avviato un periodo di negoziati per una pace duratura. L'esercito americano aveva dichiarato di aver agito, anche in questo caso, in risposta all'attacco sferrato da un drone contro una nave mercantile nello stretto di Hormuz. Teheran aveva denunciato «una flagrante violazione» del cessate il fuoco e aveva reagito attaccando obiettivi statunitensi nel Golfo Persico.
«Aerei statunitensi hanno appena colpito siti di stoccaggio di missili e droni iraniani, nonché stazioni radar costiere, per aver violato, ancora una volta, l'accordo di cessate il fuoco», ha scritto ieri sera Trump sul suo social network Truth Social.
«È possibile che un giorno non potremo più dar prova di ragione e saremo costretti a portare a termine con la forza militare la missione che abbiamo iniziato così bene. Se ciò dovesse accadere, la Repubblica islamica dell'Iran cesserà di esistere», ha aggiunto.
Intanto il CENTCOM ha affermato che «il traffico delle navi commerciali nello Stretto di Hormuz prosegue» nonostante i nuovi attacchi.
«Soldati dell'Idf ieri hanno identificato, colpito ed eliminato diversi terroristi di Hezbollah armati di lanciarazzi che operavano nella zona di Nebatieh, nei pressi della zona di sicurezza nel sud del Libano. In un altro attacco nella zona, i soldati hanno distrutto un lanciarazzi di Hezbollah che rappresentava una minaccia». Lo comunica il portavoce delle Forze di difesa israeliane (Idf) in una nota.
Le agenzie iraniane Irna e Tasnim hanno diffuso una dichiarazione dei Pasdaran che confermano attacchi contro il Kuwait e il Bahrein. I Guardiani della Rivoluzione hanno dichiarato che la loro marina e la loro aeronautica hanno lanciato missili balistici e droni contro la base aerea statunitense di Ali Al Salem in Kuwait e contro la Quinta Flotta Navale statunitense a Port Salman, nella capitale del Bahrein, a Manama. Secondo la dichiarazione, gli attacchi sarebbero stati una risposta ai bombardamenti statunitensi di cinque località costiere in Iran. I Pasdaran avvertono che ci sarà una «risposta implacabile» in caso di una nuova aggressione da parte degli Stati Uniti.
«Questa notte, caccia della Marina e dell'Aeronautica americana hanno effettuato attacchi contro 10 obiettivi militari iraniani in diverse località all'interno e nei pressi dello Stretto di Hormuz, in risposta all'attacco con droni dell'Iran contro la petroliera Kiku». Lo scrive il Comando Centrale USA in un post su X. E Donald Trump, dal canto suo, ha avvertito l'Iran che «non esisterà più» se gli Stati Uniti decideranno di intensificare lo scontro. «Gli aerei degli Stati Uniti hanno appena colpito depositi iraniani di missili e droni, nonché postazioni radar costiere, per aver violato l'accordo di cessate il fuoco... ANCORA UNA VOLTA!», scrive il presidente americano su Truth confermando quanto annunciato dal Comando centrale USA. «È molto probabile che non impareranno mai la lezione! Potrebbe arrivare un momento in cui non saremo più in grado di usare la ragione e saremo costretti a portare a termine militarmente l'opera che abbiamo avviato con grande successo. Se ciò dovesse accadere, la Repubblica Islamica dell'Iran cesserà di esistere!», ha avvertito Trump.

