
Un violento crollo ha gravemente danneggiato nei giorni scorsi in Cile il 'ghiacciaio sospeso' del Parco nazionale di Queulat, nella regione della Patagonia cilena di Aysén. Conosciuto come 'ventisquero colgante' il ghiacciaio sospeso si trova ad un altezza di circa 200 metri ed è una delle attrazioni turistiche, tappa obbligata dei visitatori di questa zona incontaminata del Cile.
Caldo e umidità
Il gestore del parco di Queulat, Alvaro D'Amico, ha dichiarato che l'incidente è avvenuto il 9 settembre scorso ed è stato conosciuto giorni dopo attraverso immagini diffuse attraverso le reti social, visto che i ranger che sorvegliano la zona non lo avevano registrato nei loro rapporti quotidiani. A suo avviso "ci deve essere stato un grande accumulo di neve sulla lingua del ghiacciaio sospesa nel vuoto, e questo ha generato il crollo che ha avuto un effetto cinematografico". Francisco Fernandoy, ricercatore di glaciologia presso l'Università Andrés Bello, ha spiegato che quattro giorni prima dell'incidente si è verificato un picco di alte temperature nel quadro di un'ondata di caldo (fino a 7 gradi sopra lo zero) "e lo stesso giorno è stato registrato un fiume atmosferico (uno stretto corridoio di umidità concentrata nell'atmosfera) che potrebbe aver innescato l'evento". La ministra dell'Ambiente cilena, la climatologa Maisa Rojas, ha commentato che "queste immagini scioccanti rendono chiaro che il cambiamento climatico è una realtà e che ne stiamo vedendo gli effetti oggi, anche in Patagonia".

