
Discriminazione e segregazione continuano a segnare la quotidianità della popolazione Rom in Romania; la loro integrazione suscita belle parole, ma nella realtà poco cambia. Lo hanno detto oggi i rappresentanti di organizzazioni non governative (ONG) incontrando a Bucarest la consigliera federale Doris Leuthard. Dati i timori espressi in Svizzera in merito all'estensione della libera circolazione delle persone alla Romania, la ministra elvetica dell'economia, in visita nella capitale rumena, ha voluto rendersi conto di persona di come stanno le cose, intrattenendosi con alcuni esponenti di ONG che si occupano di aiuto ai Rom, in vista anche di ciò che la Svizzera potrebbe fare in quest'ambito. È emerso un quadro tutt'altro che roseo. Benchè la comunità dei Rom sia molto eterogena, gli ostacoli che i suoi aderenti incontrano sono una caratteristica costante: essi faticano ad accedere all'istruzione, al mondo del lavoro e all'alloggio. "È un circolo vizioso", ha sottolineato Mona Prisacariu, responsabile di progetti per conto di Soros Foundation. Le cifre di un'inchiesta pubblicate di recente sono eloquenti al proposito: il 67 % dei Rumeni si rifiuta di avere a che fare con i Rom, ma soltanto il 20 % li ritiene discriminati, ha indicato la direttrice dell'associazione "Romani C.R.I.S.S.", Margareta Matache. Non vi è dubbio che la comunità dei Rom è la più penalizzata e isolata, sul piano personale e istituzionale. Secondo le stime, i Rom in Romania sono tra varie centinaia di migliaia e i due milioni di individui, su una popolazione totale di 20 milioni. Dopo gli Ungheresi essi costituiscono la minoranza più importante. Il governo centrale ha varato una strategia cosidetta di integrazione, ma i risultati sono poco visibili. "Tra le autorità locali c'è molta reticenza ad applicarla", ha aggiunto la Prisacariu. Secondo Valeriu Nicolae, direttore di "European Roma Grassroots Organisation", il fossato tra Rumeni e Rom rischia di allargarsi e di provocare un massiccio esodo. Egli ha qundi invitato la Svizzera a ripensare l'utilizzo degli aiuti. Berna - a suo parere - dovrebbe lanciare un'iniziativa multilaterale, coinvolgendo diversi Paesi, sotto forma di una conferenza di esperti. La consigliera federale Leuthard si è detta soddisfatta dell'incontro con le ONG, rilevando che l'integrazione dei Rom rimane manifestamente una questione problematica, soprattutto per quanto concerne l'accesso alla scuola. La Leuthard si è detta persuasa che la Romania potrebbe apprendere dalla Svizzera come diverse minoranze possono coabitare. ATS
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