
Il timore di un afflusso di rumeni in Svizzera, in seguito all'estensione dell'accordo di libera circolazione delle persone, è infondato. Ne è convinta la consigliera federale Doris Leuthard, in visita a Bucarest, secondo la quale l'immagine di un Paese miserabile veicolata da certuni non corrisponde affatto alla realtà. Parecchi indizi invitano all'ottimismo, ha affermato la ministra dell'economia tracciando un bilancio della sua visita di due giorni nella capitale rumena. La crescita economica dovrebbe quest'anno superare l'8%, gli indicatori in materia di creazione di posti di lavoro sono positivi, i giovani sono ben formati e la disoccupazione è bassa. Questo paese sembra perfino alla ricerca di manodopera estera e cerca di far rientrare i rumeni espatriati. I cambiamenti in corso sono tali che le ragioni per andarsene sono in calo e lo scorso anno sono stati soltanto 600 coloro che hanno scelto di raggiungere la Svizzera. Di tutto ciò è convinto anche il direttore di economiesuisse, Pascal Gentinetta, membro della delegazione elvetica, che ha lodato il dinamismo della Romania e la sua volontà di guardare avanti. "Non tutto è ancora perfetto, ma ci sono opportunità da cogliere". A Bucarest c'era anche il presidente dell'Associazione svizzera dei banchieri, Pierre Mirabaud, che ha discusso con il ministro rumeno dell'economia e delle finanze Varujan Vosganian di certi aspetti di politica fiscale e borsistica. Discriminazione e segregazione continuano a segnare la quotidianità della popolazione Rom: la loro integrazione suscita belle parole, ma nella realtà poco cambia, hanno detto i rappresentanti di organizzazioni non governative (ONG) incontrando la Leuthard. Dati i timori espressi in Svizzera in merito all'estensione della libera circolazione delle persone, la ministra elvetica ha voluto rendersi conto di persona di come stanno le cose. È emerso un quadro tutt'altro che roseo. Benché la comunità dei Rom sia molto eterogena, gli ostacoli che i suoi aderenti incontrano sono una caratteristica costante: essi faticano ad accedere all'istruzione, al mondo del lavoro e all'alloggio. ATS
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