
Svizzera e Francia hanno firmato a Berna un trattato di doppia imposizione riveduto secondo gli standard dell'Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico). Si tratta della terza firma, dopo quelle apposte sotto gli accordi conclusi con Danimarca e Lussemburgo. Trattati analoghi sono stati parafati, ma non ancora firmati con altri 10 paesi: Stati Uniti, Norvegia, Messico, Giappone, Paesi Bassi, Polonia, Gran Bretagna, Austria, Finlandia e Qatar. La riveduta convenzione con Parigi, intesa ad evitare la doppia imposizione nelle imposte sul reddito e sulla sostanza, è stata sottoscritta dal presidente della Confederazione e ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz e dalla ministra dell'economia francese Christine Lagarde. La clausola sullo scambio d'informazioni inserita nella convenzione del 9 settembre 1966 "permetterà all'amministrazione fiscale francese di ottenere dalle autorità svizzere, a partire dal 1. gennaio 2010, informazioni, in particolare bancarie, senza limitazione quanto alla natura delle imposte, delle persone e delle informazioni richieste. In particolare, la legislazione svizzera sul segreto bancario non potrà ostacolare la comunicazione di queste informazioni", scrive in comunicato il ministero francese dell'economia. La ministra Lagarde ha tuttavia rilevato davanti alla stampa che l'accordo esclude le cosiddette "fishing expeditions" ("spedizioni di pesca"), ossia le richieste di informazioni non su singoli individui ma su gruppi estesi o categorie di persone, nella speranza che qualcuno rimanga attaccato all'amo. Per ottenere informazioni lo Stato richiedente dovrà fornire nome e indirizzo del sospetto evasore fiscale. Gli Stati contraenti non saranno tenuti a informare la controparte spontaneamente o automaticamente. ATS
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