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Dopo i raid statunitensi il traffico navale nello Stretto di Hormuz è quasi fermo
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10 ore fa
Gli Stati Uniti attaccano l'Iran per ridurne la capacità di minacciare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz - Il transito in questa cruciale via d'acqua è ora in gran parte limitato a una rotta settentrionale approvata dall'Iran, mentre un corridoio più a sud, protetto da Oman e Stati Uniti, ha registrato scarsa attività – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
14 minuti fa
L'Iran ha lanciato 10 missili contro una base statunitense in Giordania

Oggi sono stati lanciati dieci missili balistici contro una base statunitense in Giordania. Lo afferma il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) citato dalla CNN.

L'IRGC ha dichiarato che l'obiettivo era la base militare di Azraq, nel nord della Giordania, nota anche come base aerea di Muwaffaq Salti. L'esercito statunitense ha rafforzato la sua presenza in quest'area durante il conflitto con l'Iran.

«Se l'esercito statunitense ripeterà la sua aggressione, altre basi americane nella regione non saranno risparmiate da pesanti attacchi», ha affermato l'IRGC. Non si segnalano danni o vittime. Tutti i missili sono stati «intercettati e neutralizzati», ha dichiarato il portavoce del governo giordano Mohammad Al-Momani su X.

un'ora fa
Pasdaran mettono in guardia USA su Hormuz, «risposta schiacciante»

La Marina delle guardie della rivoluzione islamica iraniana ha avvertito gli Stati Uniti, promettendo «una risposta schiacciante» in caso di attacchi da parte degli Stati Uniti o di «interferenze nella definizione delle rotte» per la navigazione nello Stretto di Hormuz.

«L'avventurismo dell'esercito americano, considerato un terrorista, e l'interferenza nella definizione delle rotte di navigazione, oltre a provocare una risposta schiacciante da parte nostra, ostacoleranno seriamente il processo di graduale riapertura e metteranno seriamente a repentaglio gli interessi dei Paesi che beneficiano dello Stretto di Hormuz», si legge in un comunicato della Marina dei pasdaran pubblicato dall'agenzia ISNA.

«Ribadiamo ancora una volta che gli stranieri non hanno alcun interesse in questa terra e nello Stretto di Hormuz», aggiunge la nota.

3 ore fa
Iran, iniziate a Mashhad le cerimonie funebri per Ali Khamenei

Il corteo funebre per l'ex leader Ali Khamenei, ucciso negli attacchi statunitensi-israeliani il 28 febbraio, è iniziato ufficialmente nella città santa di Mashhad, nell'Iran nord-orientale, con la partecipazione di centinaia di migliaia di persone in lutto.

L'agenzia Irna ha riferito che alla cerimonia di Mashhad prendono parte funzionari politici di 45 paesi, oltre a leader religiosi e studiosi provenienti da oltre 90 nazioni. Il corteo è partito in ritardo rispetto all'orario precedentemente annunciato, le 14:00 locali (le 11,30 in Italia).

I partecipanti sventolavano la bandiera dell'Iran, quella libanese di Hezbollah e la bandiera rossa — simbolo dell'appello alla vendetta — oltre a cartelli recanti la scritta «Dobbiamo insorgere». Hanno scandito slogan come «Morte agli Usa», «Morte a Israele» e «Morte a Trump», invocando la resistenza contro l'«arroganza globale» e chiedendo «vendetta» per la morte di Khamenei.

L'agenzia Fars ha riferito che questa mattina la linea ferroviaria Teheran-Mashhad è stata colpita dagli Stati Uniti in un punto a 55 km da Mashhad; l'episodio ha causato disagi agli spostamenti delle persone dirette in città per partecipare ai funerali. Le cerimonie di commiato e i funerali, della durata di sei giorni, sono iniziati sabato presso la grande moschea di Mosalla a Teheran, per poi proseguire martedì a Qom e il giorno seguente in Iraq. Oggi Khamenei sarà sepolto nella sua città natale, Mashhad, presso il santuario dell'ottavo Imam sciita, Reza.

3 ore fa
Giordania, intercettati missili iraniani: violato lo spazio aereo

Le forze armate giordane hanno intercettato missili iraniani penetrati nello spazio aereo del Regno: lo ha annunciato il ministro delle Comunicazioni e portavoce del governo. «Sono scattate le sirene d'allarme dopo che lo spazio aereo del Regno è stato violato da missili lanciati dall'Iran, i quali sono stati intercettati», ha dichiarato Mohammad Momani all'emittente pubblica Al Mamlaka.

3 ore fa
Elezioni legislative palestinesi fissate per il 28 novembre
©YAHYA ARHAB

Il presidente palestinese Abu Mazen ha emesso oggi un decreto che fissa le elezioni legislative per il 28 novembre, le quali, se si terranno, rappresenteranno le prime elezioni di questo tipo in vent'anni.

«Il decreto presidenziale invita il popolo palestinese di Gerusalemme, della Cisgiordania e della Striscia di Gaza a partecipare a elezioni legislative libere e dirette per eleggere i membri del Consiglio legislativo palestinese nella data specificata», ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale Wafa, citando il decreto.

4 ore fa
Ue, lunedì in agenda il confronto con i Paesi del Golfo su Iran e stretto di Hormuz
©YAHYA ARHAB

«Mentre lunedì si terrà il Consiglio Affari esteri, parte della giornata sarà dedicata anche a una discussione politica di alto livello durante il pranzo con i nostri partner del Consiglio di cooperazione del Golfo (ccg).

L'attenzione sarà concentrata sulla situazione in Iran, nonché sul seguito da dare al memorandum d'intesa e sulla situazione attuale in cui ci troviamo. Le discussioni verteranno anche sulla garanzia della libertà di navigazione nello stretto di Hormuz e su un accordo sostenibile per la pace e la sicurezza nella regione».

Lo ha dichiarato il portavoce della Commissione Ue Anouar El Anouni nel corso del briefing alla stampa. La discussione di alto livello con i partner del Golfo si inserisce «nel quadro più ampio degli impegni che l'alta rappresentante ha intrapreso con i nostri partner strategici del Golfo sin dall'inizio del conflitto nella regione» ha spiegato.

«L'alta rappresentante - ha aggiunto - ha intensificato il suo impegno con i nostri partner del Golfo, a partire dal Consiglio congiunto di emergenza che abbiamo convocato al momento degli attacchi contro i paesi del Ccg il 5 marzo, seguito poi da un incontro a livello di capi di Stato, da vertici, insieme alla presidente della Commissione e al presidente del Consiglio europeo, il che dimostra una vera e propria dimostrazione di solidarietà e quanto sia incrollabile il nostro impegno in termini di stabilità e sicurezza regionali».

4 ore fa
Iran: «Diverse esplosioni nella provincia di Bushehr»
©YAHYA ARHAB

Diverse esplosioni sono state udite in Iran, nella città di Chaghavak, nella provincia meridionale di Bushehr. Lo riporta l'agenzia Fars.

5 ore fa
La bara di Khamenei è arrivata a Mashhad per la sepoltura
©YAHYA ARHAB

La bara dell'ayatollah Alì Khamenei è arrivata oggi in aereo a Mashhad, città nel nord-est dell'Iran dove l'ex Guida Suprema, uccisa in un raid Usa-Israele, verrà sepolta nel corso della giornata, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ufficiale Irna.

Dopo sei giorni di cerimonie in Iran e Iraq, le spoglie di Khamenei - che erano scortate da un aereo da caccia - saranno tumulate nel Santuario dell'Imam Reza, il luogo di culto sciita più sacro del Paese, nella città natale dell'ex Guida Suprema, dove si prevede la partecipazione di milioni di persone.

6 ore fa
Dopo i raid statunitensi il traffico navale nello Stretto di Hormuz è quasi fermo

Il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz si è quasi completamente fermato dopo due giorni di raid degli Stati Uniti contro l'Iran: lo scrive l'agenzia Bloomberg.

Il transito in questa cruciale via d'acqua è ora in gran parte limitato a una rotta settentrionale approvata dall'Iran, mentre un corridoio più a sud, protetto da Oman e Stati Uniti, ha registrato scarsa attività.

Solo una superpetroliera sanzionata dagli Stati Uniti in uscita dal Golfo e una nave portacontainer battente bandiera iraniana sono state avvistate attraversare lo stretto, secondo Bloomberg News, citata anche da Al Jazeera. Questo dato rappresenta un netto calo rispetto ai livelli di attività recenti.

Nelle tre settimane successive all'accordo provvisorio tra Stati Uniti e Iran per la riapertura di Hormuz, la media giornaliera dei transiti di navi mercantili si è attestata a 34, con un picco di 59 il 24 giugno, secondo i dati di Kpler. Durante il periodo di guerra, i transiti giornalieri erano inferiori a 20 nella maggior parte dei giorni, come dimostrano i dati.

8 ore fa
Teheran: «Almeno 14 morti e 78 feriti in 2 giorni di raid Usa»
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Gli attacchi statunitensi hanno causato la morte di 14 persone e il ferimento di altre 78 in due giorni: lo afferma il ministero della Salute iraniano, citato da Al Jazeera. Teheran, scrive l'emittente qatarina, segnala esplosioni in diverse città iraniane lungo lo Stretto di Hormuz, tra cui Bushehr, Chabahar, Bandar Abbas e Sirik.

8 ore fa
Dopo i raid Usa, in Iran sono stati sospesi i treni sulla ferrovia Teheran-Mashad
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In Iran il servizio ferroviario tra Teheran e Mashhad è stato sospeso a seguito degli attacchi statunitensi, secondo quanto riportato dalla televisione di stato, poche ore prima della prevista sepoltura della Guida Suprema Ali Khamenei nella città santa dell'Iran orientale.

Le Ferrovie della Repubblica Islamica dell'Iran hanno attribuito la sospensione a «un attacco criminale da parte del nemico statunitense-israeliano» e hanno affermato di aver inviato squadre per riparare i danni, ha riferito l'emittente statale, aggiungendo che si stanno organizzando trasporti su strada per i passeggeri bloccati.

In precedenza, i Guardiani della Rivoluzione avevano accusato gli Stati Uniti di aver preso di mira «due ponti nelle province orientali che conducono a Mashhad, nel tentativo di oscurare» i funerali di Khamenei, ha riferito la televisione di stato.

Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) dichiara di aver colpito circa 90 obiettivi militari, mentre i Pasdaran dichiaranto di aver risposto al fuoco contro basi statunitensi in Kuwait e Bahrein.

8 ore fa
Iran: «Colpiti siti in Qatar e Bahrein e i sistemi Patriot in Kuwait»
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L'esercito iraniano ha dichiarato di aver preso di mira giovedì siti in Kuwait, Qatar e Bahrein con droni d'attacco kamikaze, secondo quanto riportato dai media statali, in risposta agli attacchi statunitensi avvenuti in precedenza nella stessa giornata.

L'esercito ha affermato che, «in continuità con gli attacchi dell'esercito della Repubblica islamica dell'Iran contro le basi statunitensi nella regione», ha preso di mira un sistema di intercettazione missilistica Patriot in Kuwait, un sistema di allarme rapido in Qatar e serbatoi di carburante in Bahrein con droni kamikaze di vario tipo«.

10 ore fa
Centcom: «Nei raid colpiti 90 obiettivi militari in Iran»
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L'esercito statunitense ha colpito circa 90 «obiettivi militari» in Iran, compresi sistemi di difesa aerea, durante la sua ultima serie di attacchi. Lo ha annunciato il Comando Centrale delle Forze armate americane (Centcom). «Gli Stati Uniti hanno completato un'altra serie di attacchi contro l'Iran per ridurre ulteriormente la capacità dell'Iran di colpire navi mercantili e marinai civili innocenti nello Stretto di Hormuz», si legge in una dichiarazione rilasciata su X dal Centcom.

10 ore fa
Raid Usa in Iran, Teheran colpisce basi USA in Bahrein e Kuwait
©YAHYA ARHAB

La notte ha fatto registrare una gravissima escalation in Medio Oriente, culminata nelle ultime ore con la risposta militare di Teheran.

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno infatti annunciato di aver colpito con missili e droni diverse basi militari statunitensi nella regione, in particolare quelle di Juffair e Sheikh Isa in Bahrein, e di Arifjan e Ali Al Salem in Kuwait, prendendo di mira infrastrutture chiave.

La notizia ha trovato subito riscontro sul campo: in Kuwait lo Stato Maggiore dell'Esercito ha confermato che le difese aeree sono entrate in funzione per intercettare attacchi ostili di droni e missili, mentre in Bahrein sono risuonate le sirene antiaeree per la seconda notte consecutiva, seguite da forti esplosioni udite anche dai giornalisti sul posto, col ministero dell'Interno che ha invitato la popolazione a cercare subito un rifugio sicuro.

Questa controffensiva arriva accompagnata da durissimi avvertimenti politici da parte dei vertici iraniani, che minacciano di estendere il conflitto. Mohsen Rezaei, consigliere militare della Guida Suprema, ha promesso severe punizioni per l'aggressore, mentre il presidente del parlamento e capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf ha avvertito Washington che lo Stretto di Hormuz si apre solo con gli accordi e non con le minacce, intimando agli Stati Uniti di non calpestare la sovranità iraniana.

La fiammata era scoppiata ieri in tarda serata quando il Us Central Command ha avviato una nuova e pesante ondata di raid aerei all'interno del territorio iraniano. Le agenzie di stampa locali hanno riferito di forti esplosioni nel sud del Paese, in particolare nelle località costiere e strategiche di Bandar Abbas, Sirik, Konarak e Chabahar, dove è entrata in funzione la contraerea nel tentativo di respingere l'attacco americano.

A stretto giro è arrivata la rivendicazione di Donald Trump, che prima via social e poi a bordo dell'Air Force One ha confermato l'operazione, definendola una rappresaglia necessaria per il bombardamento di tre navi commerciali avvenuto il giorno precedente. Il presidente americano ha sottolineato che l'obiettivo è azzerare la capacità di Teheran di minacciare la libera navigazione nello Stretto di Hormuz, lanciando un ultimo avvertimento: gli Stati Uniti sono pronti a far peggiorare notevolmente la situazione se l'Iran dovesse colpire ancora, nonostante l'apparente e pressante richiesta di un accordo da parte del governo iraniano, sulla cui affidabilità Trump si è detto però fortemente scettico.

10 ore fa
Il punto alle 6:40
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Ieri gli Stati Uniti hanno attaccato due ponti ferroviari nel nord-est dell'Iran. Lo riporta Axios citando un funzionario americano: si tratta della prima volta che gli Stati Uniti colpiscono infrastrutture iraniane dal cessate il fuoco di aprile.

«Abbiamo colpito duramente l'Iran. Lo abbiamo fatto come rappresaglia perché hanno colpito tre navi», ha dichiarato il presidente Donald Trump a bordo dell'Air Force One, sottolineando che Teheran vuole «molto» un accordo: «Il problema è che non so se onorerà l'intesa».

Nel frattempo, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver colpito basi militari statunitensi in Bahrein e Kuwait in risposta ai nuovi attacchi americani, secondo quanto riportato dalla televisione di stato IRIB. Le Guardie hanno affermato di aver preso di mira «infrastrutture e strutture chiave» nelle basi USA di Arifjan e Ali Al Salem in Kuwait, e di Juffair e Sheikh Isa in Bahrein, utilizzando missili e droni.

Teheran ha inoltre avvertito che la propria risposta si estenderà ad altre basi nella regione qualora gli attacchi statunitensi dovessero ripetersi. Sul fronte politico, il presidente del parlamento iraniano e capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf ha commentato duramente la situazione con un post sul suo account X: «L'America non ha ancora imparato che l'arroganza e la mancanza di lealtà non sono più gratuite. Per essere chiari: provate, e ne pagherete le conseguenze». «Non sprecate energie, che affonderete ancora di più — ha aggiunto Ghalibaf, le cui parole sono state riprese anche dall'agenzia iraniana Fars — lo Stretto di Hormuz si apre solo con gli accordi iraniani, non con le minacce americane».

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