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Dopo-Barroso: PPE punta su Juncker
Redazione
12 anni fa

Sarà Jean Claude Juncker il candidato del Ppe alla successione di Josè Manuel Barroso sulla poltrona di Commissario europeo. Il lussemburghese nel Congresso di Dublino batte il francese Michel Barnier, ma non è un plebiscito: 382 a 254, 61% a 39%, ma quasi un quarto dei delegati che hanno diritto al voto non si presentano all'urna. Difficile che Juncker farà emozionare le folle come ha fatto Bono, che per venti minuti ha incantato il Congresso del Ppe parlando dell'Europa che vorrebbero tutti gli europei fuori dai palazzi delle istituzioni di Bruxelles. "Amo l'Europa" dice il leader degli U2 e dà lezioni di politica del cuore ai pezzi più grossi del popolarismo europeo, da Angela Merkel allo spagnolo Mariano Rajoy, dall'ungherese Viktor Orban a Herman Van Rompuy e Josè Manuel Barroso. E li mette alla frusta perché "60 anni dopo Roma" la Ue "è ancora una unione economica". "L'Europa è un pensiero che deve diventare sentimento" aggiunge Bono, che martella i leader europei sulla poca trasparenza ("la magione di Ianukovich è intestata ad una società inglese, perfettamente legale, perfettamente oscura") e sull'eccesso di burocrazia, ma poi li ringrazia anche, perché "il fatto che la Ue ancora esista è incredibile". È però il lussemburghese e non Bono il candidato del Ppe. Sostenuto dalla Cdu di Angela Merkel, "ufficialmente" appoggiato anche da Forza Italia e Ncd ("Il Ppe ha scelto un candidato di grande competenza ed esperienza. Ora tocca a noi, alla famiglia del popolarismo europeo, battere la sinistra europea", twitta Angelino Alfano), nei corridoi dell'ultramoderno Convention Centre di Dublino che ha ospitato il Congreso non pochi lasciano trapelare la perplessità. La lettura più maliziosa è quella di una candidatura destinata a far spazio al candidato di compromesso Christine Lagarde quando Consiglio e Parlamento dovranno trovare un accordo dopo le elezioni.

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