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Donald Trump: «L'Iran sta gestendo in modo pessimo il transito del petrolio nello Stretto di Hormuz»
© REUTERS/Benoit Tessier
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Il presidente statunitense si è lamentato sul proprio social Truth denunciando: «Questo non è l'accordo che abbiamo» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
un'ora fa
Iran: «Il nostro piano in 10 punti concordato come base dei negoziati»

Il piano in dieci punti proposto dall'Iran è stato concordato come base per i negoziati, ha dichiarato il viceministro degli esteri Majdi Takht Ravanchi alla vigilia dei colloqui domani a Islamabad, in Pakistan, tra USA e Iran. Lo riporta il canale televisivo satellitare in lingua persiana nonché agenzia di informazione digitale multilingue con sede a Londra Iran International. «Abbiamo sempre accolto con favore la diplomazia, ma non i colloqui basati su false informazioni volte all'inganno», ha affermato, aggiungendo che Teheran non appoggia un cessate il fuoco che consenta all'avversario di riarmarsi e riprendere gli attacchi.

Intanto, sempre secondo Iran International, un religioso iraniano integralista ha affermato che la Guida suprema Mojtaba Khamenei ha approvato un cessate il fuoco, pur avvertendo le forze armate che non sarebbe stato rispettato e che i combattimenti sarebbero continuati. L'imam della preghiera del venerdì a Mashhad, Ahmad Alamolhoda, ha dichiarato: «La Guida suprema ha permesso al Consiglio supremo per la sicurezza nazionale di accettare un cessate il fuoco, ma ha anche detto ai combattenti che è falso e che il nemico non lo rispetterà».

«Il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale ha anche annunciato che avrebbe accettato un cessate il fuoco per contrastare il complotto statunitense, ma alla fine è apparso chiaro che il cessate il fuoco stesso era falso e che il nemico non lo rispetta».

2 ore fa
Stretto di Hormuz attraversato da 15 navi dopo il cessate il fuoco

Un totale di 15 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz da quando, martedì sera, è stato annunciato un cessate il fuoco di due settimane nella guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. È quanto risulta dai dati di MarineTraffic (che si autodefinisce fornitore leader mondiale di servizi di localizzazione navale e intelligence marittima) citati da Bbc Verify, la sezione di verifica dei fatti dell'emittente pubblica inglese.

Il dato va confrontato con una media di quasi 140 navi al giorno prima dello scoppio del conflitto.

Delle 15 navi transitate, quattro sono petroliere che trasportavano petrolio, gas o prodotti chimici. Le restanti sono navi portacontainer di vario tipo.

La chiusura di fatto dello Stretto da parte dell'Iran, avvenuta dopo l'inizio del conflitto cinque settimane fa, ha lasciato bloccate nel Golfo quasi 800 navi, la maggior parte delle quali cariche di merci, secondo gli analisti marittimi di Lloyd's List.

2 ore fa
L'Iran ha posto come condizione che Ghalibaf guidi i negoziati con gli USA

Il vicepresidente del parlamento iraniano Mahmoud Nabavian ha affermato che la Guida suprema Mojtaba Khamenei ha posto come condizione che il presidente del parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, guidasse i negoziati con gli Stati Uniti. Lo riferisce il canale televisivo satellitare in lingua persiana nonché agenzia di informazione digitale multilingue con sede a Londra Iran International.

Nabavian ha dichiarato che «le nostre condizioni sono state comunicate alla parte pakistana (...) e ci hanno detto che (il presidente statunitense Donald) Trump le ha accettate», aggiungendo che la decisione di un cessate il fuoco e dei colloqui è stata presa dalla leadership iraniana.

5 ore fa
Esercito israeliani: «In Libano siamo in guerra, nessun cessate il fuoco»

Il capo di stato maggiore dell'esercito israeliano (Idf) Eyal Zamir ha affermato che le forze dello Stato ebraico continuano le loro operazioni di combattimento nel Libano meridionale e che «non sono in un cessate il fuoco» con l'organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista Hezbollah ma «in stato di guerra».

Durante una visita nei pressi di Bint Jbeil, città nel sud del Libano, riportano i media israeliani, Zamir ha affermato: «L'Idf è in stato di guerra, non siamo in cessate il fuoco, continuiamo a combattere qui in questo settore, che è il nostro principale settore di combattimento. In Iran, invece, siamo in cessate il fuoco e possiamo tornare a combattere lì in qualsiasi momento».

6 ore fa
Iran: morto l'ex ministro degli esteri ferito dai raid del primo aprile

L'ex ministro degli esteri iraniano Kamal Kharazi è morto ieri a causa delle ferite riportate negli attacchi missilistici israelo-statunitensi del primo aprile, secondo quanto riportato da vari media iraniani e israeliani.

Kharazi, 81 anni, era a capo del Consiglio strategico per le relazioni internazionali, parte del ministero degli esteri. Il diplomatico di lungo corso, «rimasto ferito in un attacco terroristico perpetrato dal nemico americano-sionista pochi giorni fa, è morto da martire questa sera», riportano le agenzie di stampa non ufficiale Mehr e degli studenti iraniani Isna sulla piattaforma di messaggistica Telegram, riprese anche dal quotidiano in linea The Times of Israel.

Sua moglie è rimasta uccisa nell'attacco alla loro casa a Teheran, secondo quanto riportato dai media all'epoca. Kharazi è stato inviato iraniano alle Nazioni Unite a New York e successivamente ministro degli esteri dal 1997 al 2005, sotto la presidenza riformista di Mohammad Khatami.

7 ore fa
Trump all'Iran: «No a pedaggi su Hormuz»

«Ci sono notizie secondo cui l'Iran starebbe imponendo pedaggi alle petroliere che transitano nello Stretto di Hormuz. È meglio che non lo facciano e, se lo stanno facendo, è meglio che smettano subito!». Lo ha scritto ieri il presidente statunitense Donald Trump sulla sua rete sociale Social Truth.

«L'Iran sta gestendo in modo pessimo, disonorevole direbbero alcuni, il transito del petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. Questo non è l'accordo che abbiamo».

8 ore fa
Il punto alle 7.15

Allerta antiaerea in tutto Israele nelle prime ore di venerdì, comprese la zona commerciale di Tel Aviv e la città costiera meridionale di Ashdod, a seguito del lancio di razzi dal Libano riporta Afp. I continui scontri tra Israele e Hezbollah, sostenuto dall'Iran, stanno mettendo a dura prova la fragile tregua raggiunta tra Stati Uniti e Iran. Israele e Hezbollah si sono scambiati ripetutamente colpi di arma da fuoco giovedì. Il Comando del Fronte Interno dell'esercito israeliano ha emesso allerte per diverse aree dopo il lancio di razzi di venerdì, tra cui la zona di Tel Aviv e le comunità meridionali lontane dal confine con il Libano. Non ci sono state segnalazioni immediate di vittime, ma i media israeliani hanno riferito che i sistemi di difesa aerea hanno intercettato almeno un razzo in arrivo. Hezbollah ha pubblicato diverse dichiarazioni su Telegram affermando di aver lanciato tre ondate di attacchi missilistici e con droni nelle prime ore del mattino contro soldati israeliani su entrambi i lati del confine, nonché contro una città nel nord di Israele.

Intanto il presidente statunitense Donald Trump ha detto sul suo social Truth che «l'Iran sta gestendo in modo pessimo, disonorevole direbbero alcuni, il transito del petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. Questo non è l'accordo che abbiamo».

Sempre su Truth, Trump ha scagliato la propria ira contro il Wall Street Journal, reo di aver scritto in un editoriale che il presidente ha cantato una «vittoria prematura in Iran». «È una vittoria e non c'è nulla di prematuro. Con me l'Iran non avrà mai l'arma nucleare e molto rapidamente vedrete i flussi di petrolio tornare a scorrere con o senza l'aiuto dell'Iran», ha detto mettendo in evidenza come il Wall Street Journal è «sempre rapido a criticare ma non ammette mai quando sbaglia, che è la maggior parte dei casi».

Dal canto proprio, l'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha comunicato in una nota che «l'appello del ministro della Difesa pakistano alla distruzione di Israele è oltraggioso. Questa non è una dichiarazione che può essere tollerata da alcun governo, soprattutto non da un governo che si proclama arbitro neutrale per la pace». Il riferimento è a un post su X del ministro della Difesa pakistano Khawaja Muhammad Asif, in cui ha accusato Israele, «Stato cancerogeno», di commettere genocidio in Libano. «Spero e prego che coloro che hanno creato questo Stato sul suolo palestinese per sbarazzarsi degli ebrei europei, brucino all'inferno», ha scritto Asif.

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