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Donald Trump ha giurato: «Sono stato salvato da Dio per rendere grande l'America»
©KENNY HOLSTON / POOL
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Il tycoon è ufficialmente il 47. presidente degli Stati Uniti: «L'età dell'oro comincia adesso» – Già pronta una serie di misure: dall'immigrazione a TikTok – Come ultimo atto della sua presidenza, Biden grazia i suoi famigliari: «Devo difenderli da attacchi incessanti» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
2 anni fa
L'UE: «Con Trump presidente rischiamo di restare schiacciati»
Avvolta in un cielo invernale e bianco, Bruxelles ha assistito al primo discorso da presidente degli USA di Donald Trump come dinanzi ad un fosco copione già scritto

Avvolta in un cielo invernale e bianco, Bruxelles ha assistito al primo discorso da presidente degli USA di Donald Trump come dinanzi ad un fosco copione già scritto. Dal Green Deal (il Patto verde europeo, un insieme di iniziative politiche proposte dalla Commissione con l'obiettivo generale di raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050) ai dazi fino alla stessa solidità politica dei movimenti pro-Ue, il ciclone Trump rischia di travolgere tutto.

E dalle parti dei vertici dell'Ue si guarda con crescente preoccupazione alle elezioni tedesche del 23 febbraio e, soprattutto, alla scalata dell'estrema destra dell'Alternativa per la Germania (Afd), aiutata dalle continue ingerenze dell'imprenditore multimiliardario Elon Musk che , con l'ex candidato repubblicano alla presidenza degli Usa Vivek Ramaswamy, è stato nominato da Trump alla guida del Department of government efficiency (DOGE), il Dipartimento dell'efficienza governativa - che non farà parte dell'amministrazione ma sarà un organismo esterno di consulenza con ampia influenza ed il compito di ridurre le spese e gli sprechi dell'esecutivo.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, la presidente del parlamento europeo Roberta Metsola e l'alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Kaja Kallas si sono precipitati a sottolineare sulla rete sociale X la crucialità del legame transatlantico, scegliendo di sorvolare sulle parole di Trump, che ha confermato la volontà di imporre dazi commerciali e ha annunciato la fine - o quasi - delle politiche verdi. Ed è per questo che, al di là dell'apparente indifferenza, in Ue si lavora già alle contromisure. «Di fronte all'imprevedibilità americana serve più azione, più responsabilità», è il mantra che circola nelle cancellerie europee.

A Bruxelles sono convinti che, di fronte al nemico cinese, Washington abbia bisogno dell'Ue anche nel commercio. Non a caso la Commissione ha scelto la linea dura con Pechino. L'ultimo atto è stata la richiesta di consultazioni all'Organizzazione mondiale del commercio (Wto) contro «pratiche sleali e illegali» della Cina sulla proprietà intellettuale. Potrà bastare? «L'Ue e la Francia rischiano di restare schiacciati», ha ammesso il primo ministro francese François Bayrou. Mentre il suo connazionale, il vicepresidente della Commissione Stéphane Séjourné, di fronte al fatto che la premier italiana Giorgia Meloni sia stata l'unica leader dell'Ue presente all'investitura di Trump, non si è scomposto ma ha avvertito: «I dazi colpiscono tutti, anche l'Italia. L'Ue deve parlare con una voce sola».

Il dossier dazi è strettamente legato a quello della difesa, e in Ue c'è chi spera che, venendogli incontro sull'aumento dei fondi per la Nato, l'ira di Trump possa attenuarsi. Il 5% del prodotto interno lordo (Pil) indicato dal presidente americano è un numero irreale, semmai una strategia negoziale. Al momento gli alleati stanno negoziando ferocemente e il 3% poteva essere un buon punto di caduta (Trump non è il solo a chiedere un maggior impegno: la Polonia già viaggia intorno al 4,7% e la Lituania ha promesso un esborso). «Metteremo il turbo alle spese sulla difesa», ha sottolineato il segretario generale dell'alleanza Mark Rutte.

Ma oltre ai quattrini c'è di più. Il futuro dell'Ucraina, ad esempio. La Nato ha appena avviato in Germania il comando per la gestione degli aiuti e dell'addestramento. Sopravviverà? E che ne sarà del suo percorso di adesione alla Nato?

Infine, il rapporto con la Russia. Un accordo Putin-Trump sull'architettura della sicurezza europea senza coinvolgere Bruxelles (o Kiev) svuoterebbe di senso la Nato, che resterebbe in piedi come mero mercato per l'industria bellica Usa. «Le nazioni si preparano ad un mondo post-europeo», avvertiva un editoriale del quotidiano statunitense The Wall Street Journal ad una manciata d'ore dall'inizio dell'era Trump.

2 anni fa
Trump chiude l'app per l'ingresso dei migranti negli USA
Pochi minuti dopo il giuramento del presidente, il sito del CBP One affermava che l'app non era più in funzione e che gli appuntamenti esistenti erano stati cancellati

Donald Trump chiude l'app CPB One, che consentiva ai migranti di prenotare appuntamenti per il loro ingresso legale negli Stati Uniti. Pochi minuti dopo il giuramento del presidente, il sito del CBP One affermava che l'app non era più in funzione e che gli appuntamenti esistenti erano stati cancellati.

2 anni fa
ONU: «Il ritiro di Trump dall'accordo sul clima? Gli USA devono restare leader»
Lo ha detto il segretario generale Antonio Guterres

Il segretario generale dell'ONU Antonio Guterres «rimane fiducioso che le città, gli stati e le aziende negli Stati Uniti continueranno a dimostrare visione e leadership lavorando per una crescita economica resiliente e a basse emissioni di carbonio che creerà posti di lavoro e mercati di qualità per la prosperità del 21mo secolo. È fondamentale che gli USA rimangano leader sulle questioni ambientali». Cosi' il portavoce del Palazzo di Vetro ha commentato l'annuncio della Casa Bianca che Donald Trump si ritirerà dall'accordo di Parigi. «L'accordo è stato adottato da tutte le nazioni del mondo nel 2015 perché riconoscono l'immenso danno che il cambiamento climatico sta già causando - ha aggiunto il portavoce - Gli sforzi collettivi nell'ambito dell'intesa hanno fatto la differenza, ma dobbiamo andare molto più lontano e più velocemente insieme. La trasformazione prevista nell'accordo di Parigi è già in corso».

2 anni fa
Da Rubio a Hegseth passando per RFK: la squadra del presidente
Donald Trump entra alla Casa Bianca senza che nessuno della sua squadra di governo sia stato, per il momento, confermato

Donald Trump entra alla Casa Bianca senza che nessuno della sua squadra di governo sia stato, per il momento, confermato. Per molti di loro - come Marco Rubio e Scott Bessent - la strada verso l'ufficializzazione è in discesa, mentre per i nominati al Pentagono e alla sanità - Pete Hegseth e Robert Kennedy Jr - la partita è ancora tutta da giocare. Ecco di seguito la potenziale squadra del presidente, in base agli annunci fatti finora:

Segretario di Stato
Il senatore della Florida Marco Rubio, figlio di immigrati cubani, guiderà - se confermato - la diplomazia americana. Falco anti-Cina sanzionato da Pechino, ha giocato un ruolo decisivo in campagna elettorale con l'elettorato ispanico.

Pentagono
Trump ha scelto il 44enne Pete Hegseth, veterano ex carismatico conduttore dell'emittente televisiva Fox, accusato di aggressione sessuale. Ha studiato a Princeton prima e Harvard poi, ed è stato in missione in Afghanistan, Iraq e a Guantanamo.

Giustizia
Il presidente ha scelto la fedelissima Pam Bondi. L'ex procuratrice della Florida è apprezzata da Trump per la sua battaglia contro il traffico di droga e per ridurre il numero delle vittime causate dalle overdosi di analgesico fentanyl.

Sanità
Avvocato attivista oppositore alle vaccinazioni Robert F. Kennedy Jr. (Rfk Jr) è stato scelto come segretario del dipartimento. Nipote dell'ex presidente John Fitzgerald Kennedy, Rfk Jr è stato travolto da varie polemiche, tra le quali l'aver tagliato in passato con una motosega la testa di una balena morta.

Istruzione
La scelta è ricaduta sull'ex regina del wrestling Linda McMahon. Artefice insieme al marito del successo della World Wrestling Entertainment (azienda statunitense di intrattenimento che si occupa principalmente di wrestling, oltre a film, musica e videogiochi), McMahon è accusata di aver chiuso un occhio di fronte agli abusi sessuali sugli atleti.

Tesoro
Scott Bessent, il manager di hedge fund 62enne della South Carolina, è stato il direttore degli investimenti presso il Soros Fund Management, una società privata di gestione degli investimenti. È un fan dei dazi e ha di recente bocciato la tesi di un gruppo di premi Nobel, secondo i quali l'agenda economica di Trump avrebbe danneggiato l'economia.

Commercio
Howard Lutnick, direttore generale della società di servizi finanziari Cantor Fitzgerald, è un falco dei dazi. A lui spetterà l'attuazione delle tariffe chieste a gran voce dal presidente.

Energia
Chris Wright, direttore generale della società di fracking Liberty Energy e scettico sui mutamenti climatici, è stato nominato con il compito di realizzare il «drill baby drill», l'espansione delle trivellazioni promesse dal presidente.

Sicurezza interna
Kristi Noem, la governatrice del South Dakota «killer» di cani, è un'altra fedelissima di Trump. Voleva far scolpire il volto del neopresidente tra quelli di George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosevelt e Abraham Lincoln nel celebre monumento di Mont Rushmore.

Servizi Segreti (National Intelligence)
 Tulsi Gabbard, ex candidata presidenziale democratica convertitasi al trumpismo, dovrà supervisionare tutte le 18 agenzie di servizi segreti, ma in passato ha fatto da cassa di risonanza alla propaganda russa sull'Ucraina e ha incontrato segretamente l'ex leader siriano Bashar al-Assad.

CIA (Servizi segreti civili)
John Ratcliffe, già direttore della National Intelligence, è un ex deputato del Texas accusato di aver politicizzato lo spionaggio contro i democratici.

FBI (polizia federale)
Il fedelissimo Kash Patel, un ex funzionario del ministero della giustizia, si presenta come «vendicatore» di Trump contro l'odiato stato profondo, del quale il l'FBI è considerato il covo. Per stato profondo (deep state) si intende l'insieme di quegli organismi, legali o no, che grazie ai loro poteri economici o militari o strategici condizionano l'agenda degli obiettivi pubblici, di nascosto e a prescindere dalle strategie politiche del governo.

DOGE
Il presidente ha chiamato il fedelissimo imprenditore multimiliardario Elon Musk e l'ex candidato repubblicano alla presidenza Vivek Ramaswamy alla guida del Department of government efficiency (DOGE), il Dipartimento dell'efficienza governativa che non farà parte dell'amministrazione ma sarà un organismo esterno di consulenza con ampia influenza ed il compito di ridurre le spese e gli sprechi dell'esecutivo.

2 anni fa
Borse col fiato sospeso nel Trump day
Volano le crypto

Il bitcoin che vola ai massimi storici sull'idea che Trump farà sul serio nell'appoggiare i crypto asset. E il dollaro che cede terreno sull'euro e lo yuan sulla speranza che non andrà fino un fondo sui dazi. Le imprese sospettose sui dazi, contente delle tasse che scenderanno.

È la reazione dei mercati, che si riflette anche fra i corridoi del Forum economico mondiale (WEF) a Davos (GR), alle prime parole del tycoon nel suo Inauguration Day. Fra le cannonate come il «Golfo d'America» e la conquista di Panama, e aperture pragmatiche sui dazi, la certezza offerta da Trump a mercati, investitori, audience globale è quella che nulla sarà come prima, che si cambia pagina e si mette da parte il «vecchio ordine globale».

Fra l'ottovolante sui dazi, prima con l'indiscrezione del Wall Street Journal che Trump non ne avrebbe annunciati al suo insediamento prendendo tempo e poi con la conferma del presidente che ci saranno dazi un po' per tutti, le Borse europee sono come impietrite: Londra +0,1%, Francoforte e Amsterdam +0,4%, Parigi in crescita dello 0,3%, +0,2% Madrid e quasi ferma Londra, mentre Milano chiude con un -0,34%. Le indiscrezioni sui dazi smuovono decisamente, invece, il mercato dei cambi sgonfiando il dollaro.

L'euro, che sui timori di uno scontro Usa-Ue su dazi, tassazione e regolamentazione di Big Tech fino a un momento prima sembrava inesorabilmente destinato verso la parità, ha riguadagnato 1,04 segnando un rialzo di oltre l'1%. Lo yuan, prima logica vittima sacrificale delle ritorsioni commerciali minacciate da Trump, è balzato dello 0,88% a 7,2748 per dollaro dopo aver raggiunto 7,2777, il massimo da metà dicembre.

Fuochi artificiali, poi, per i crypto asset, fino a ieri malvisti da banche centrali e vigilanza perché privi di qualsiasi valore sottostante, oggi rilanciati alla grande dal duo Trump-Musk. Dopo un esordio col botto venerdì notte e una caduta vertiginosa subito dopo, il «meme coin» del presidente chiamato «Official Trump» è sulle montagne russe: da oltre 60 dollari delle prime ore della giornata precipita a meno di 40 sul crescendo di Trump. Colpa anche del «Melania Meme» lanciata domenica notte che avrebbe rubato la scena alla crypto del consorte con un rialzo del 14% oggi. L'entusiasmo catalizzato dall'Inauguration Day e il favore per gli investimenti crypto rilanciano le quotazioni dell'ammiraglia, il bitcoin, che infrange ogni record arrivando a 109.241 dollari.

A Davos l'élite globale segue senza grande trepidazione le dichiarazioni di Trump, che interverrà qui in video il 23 gennaio. I commenti raccolti fra le sale e i corridoi del WEF oscillano fra contenimento dei danni, euforia dell'high tech, sarcasmo degli intellettuali e pragmatismo delle imprese. «Non ho seguito le dichiarazioni di oggi di Trump» dichiara serafico Kenneth Rogoff, professore di economia ad Harvard. Ma «per l'Europa è ora di muoversi, a partire dai prezzi energetici da abbattere». Ian Bremmer, numero uno del think tank Eurasia, punta al contenimento dei danni per l'Europa: Trump - avverte Bremmer - «non vuole che l'Europa resti unita» ma gli europei hanno la capacità di resistere alle sue bordate, e la visita a Washington della premier italiana Giorgia Meloni «ha un grande valore»: non dividerà l'Europa ma stabilirà un ponte fra l'Europa e Washington. E Mohamed Kande, presidente globale di PwC, assicura che le imprese, tornate ottimiste sulla crescita e l'innovazione da IA, «si adatteranno» e che il clima di fiducia non cambierà in base a chi è presidente.

2 anni fa
Scholz: «Gli USA sono il nostro più stretto alleato»
Così si è espresso su X il cancelliere tedesco

«Oggi il presidente Donald Trump si insedia nel suo ufficio. Congratulazioni! Gli USA sono il nostro più stretto alleato e le buone relazioni transatlantiche sono sempre obiettivo della nostra politica». È quello che ha scritto su X il cancelliere tedesco Olaf Scholz. «Come Ue con 27 Stati e oltre 400 milioni di persone siamo una comunità forte», conclude il post.

2 anni fa
Trump: «Una grande giornata»
Il presidente si è congratulato con lo speaker della Camera Mike Johnson «per il lavoro che sta facendo»

«Una grande giornata». Lo ha detto Donald Trump rivolgendosi ai parlamentari all'interno di Capitol Hill. Il presidente si è congratulato con lo speaker della Camera Mike Johnson «per il lavoro che sta facendo».

2 anni fa
Il discorso di Trump? «Un bel modo di iniziare i prossimi quattro anni»
È quanto ha affermato rivolgendosi ai legislatori in Campidoglio

Il presidente Donald Trump e il vicepresidente JD Vance si stanno rivolgendo ai legislatori in Campidoglio. Trump è stato introdotto dal suo vicepresidente, che ha osservato come il discorso inaugurale del presidente sia stato «un bel modo di iniziare i prossimi quattro anni».

2 anni fa
Netanyahu a Trump: «Porteremo l'alleanza a livelli più alti»
Il premier israeliano ha inviato un messaggio di congratulazioni al tycoon

«Credo che lavorando di nuovo insieme porteremo l'alleanza tra Stati Uniti e Israele a livelli ancora più alti». Lo ha detto il premier dello Stato ebraico Benyamin Netanyahu in un videomessaggio di congratulazioni a Donald Trump nel giorno del suo insediamento come presidente degli Stati Uniti, ricordando le azioni del magnate in favore di Israele durante il suo primo mandato, tra cui il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele e il ritiro degli USA «dal pericoloso accordo nucleare con l'Iran».

«Sono fiducioso che completeremo la sconfitta dell'asse terroristico dell'Iran e inaugureremo una nuova era di pace e prosperità per la nostra regione», ha aggiunto Netanyahu ringraziando Trump anche per l'aiuto nel liberare gli ostaggi.

2 anni fa
Trump e la Cina: TikTok banco di prova di un faticoso dialogo bilaterale
La Cina e il presidente Xi Jinping si preparano all'imprevedibilità di Donald Trump alla Casa Bianca

La Cina e il presidente Xi Jinping si preparano all'imprevedibilità di Donald Trump alla Casa Bianca, nella versione 2.0 con i temuti dazi fino al 60% sul made in China. Ma all'attenzione di Pechino non è sfuggito che il magnate sta dando il via al suo secondo mandato partendo dal Dragone con spunti d'interesse. Xi ha inviato a Washington il vice Han Zheng a rappresentarlo all'insediamento, prove di un faticoso dialogo bilaterale che ha nel caso TikTok il suo primo banco di prova.

Per motivi d'immagine soprattutto interna, Xi non poteva accettare l'inedito invito di Trump di presentarsi di persona nella platea di Capitol Hill, la sede del Congesso statunitense, e omaggiare il presidente degli Usa. Ma il leader cinese non ha disdegnato l'iniziativa, vista come il riconoscimento che il nuovo inquilino della Casa Bianca lo vede sì come avversario, ma anche come interlocutore privilegiato.

Un messaggio apparso più chiaro dopo la telefonata tra i due leader di venerdì scorso, quando il magnate ha scritto sulla propria rete sociale Truth Social che «il presidente Xi e io faremo tutto il possibile per rendere il mondo più pacifico e sicuro!». Sulle reti sociali mandarine la frase è stata sintetizzata con tre parole: «Solo noi due». Un nuovo G2 esteso alle questioni internazionali? Prematuro, anche se il quotidiano statunitense The Wall Street Journal nel fine settimana ha citato la suggestione del piano di Trump per volare a Pechino nei suoi primi 100 giorni di mandato.

Intanto, Han ha incontrato domenica il vicepresidente eletto James David Vance (conosciuto come J.D. Vance) al quale ha detto che «gli interessi comuni e lo spazio per la cooperazione bilaterale sono enormi». Ha visto il patron di Tesla Elon Musk, figura centrale della nuova amministrazione americana, strappando la promessa di investimenti in Cina.

Xi, invece, ha elencato venerdì a Trump i suoi punti: la necessità di convivenza pacifica, la questione Taiwan (rivendicata da Pechino e linea rossa dei legami con gli Usa), il nodo commerciale con la minaccia dei dazi americani e lo scontro tecnologico, punti caldi tra le gravi difficoltà dell'economia mandarina.

Il caso TikTok «mette alla prova la serietà degli Usa di cooperare», ha scritto in un editoriale il China Daily, quotidiano in lingua inglese pubblicato in Cina. Pechino ha incassato una prima vittoria: la popolare app della cinese ByteDance ha resistito al bando del 19 gennaio, grazie a Trump. E ha citato, attraverso il suo ministero degli esteri, «un processo decisionale aziendale indipendente» dopo che il magnate ha proposto di assicurare il 50% di proprietà statunitense di TikTok. Una possibile apertura in un negoziato non semplice.

2 anni fa
Il discorso di Donald Trump, in (estrema) sintesi
Dall'età dell'oro «che comincia ora» alla bandiera a stelle e strisce su Marte

Più che un discorso, quello pronunciato da Donald Trump è stato un ensemble dei suoi pensieri più arditi a livello politico (e non solo). Ecco, in sintesi, alcuni fra i passaggi più importanti.

«L'età dell'oro comincia ora, il nostro Paese fiorirà e metterò sempre al primo posto l'America».

«Da questo momento in poi, il declino americano è finito. Sono stato salvato da Dio per una ragione, per rendere l'America di nuovo grande». Un riferimento, questo, al fallito attentato. 

«Invece di tassare i nostri cittadini, imporremo dazi sui Paesi stranieri per arricchire i nostri cittadini».

«Voglio essere un pacificatore e un unificatore».

Trump, durante il suo discorso, ha pure attaccato l'élite «estremista e corrotta» di Washington, in riferimento alla precedente amministrazione del presidente democratico Joe Biden. Al riguardo, ha dichiarato: «La strumentalizzazione e politicizzazione del Dipartimento di Giustizia finirà con me».

Trump ha ribadito l'intenzione di riprendere il controllo del canale di Panama: «Ora è gestito dalla Cina, non glielo lasceremo e ce lo riprenderemo».

«Dichiarerò oggi l'emergenza al confine con il Messico e manderò l'esercito» ha anche affermato Trump, annunciando altre politiche contro l'invasione dei migranti illegali, tra cui quella Remain in Mexico («Restate in Messico»). I cartelli della droga saranno designati organizzazioni terroristiche straniere, ha poi spiegato: «Deporterò milioni e milioni di migranti criminali».

Non finisce qui: «Oggi dichiarerò l'emergenza energetica nazionale» ha detto. Trump ha promesso di allentare le normative sulle auto a combustibili fossili e di annullare quello che ha definito «il mandato sui veicoli elettrici del presidente Biden».

Confermando indiscrezioni, Trump ha detto che ordinerà alla sua amministrazione di riconoscere solo due generi, quello maschile e quello femminile. Il neopresidente ha confermato anche che intende cambiare il nome del Golfo del Messico in Golfo d'America.

Infine, lo spazio, per la gioia dell'amico e alleato Elon Musk: «Metteremo la nostra bandiera a stelle e strisce su Marte».

2 anni fa
Zelensky si congratula con Trump: «Oggi è un giorno di speranza»
«Il presidente Trump è sempre risoluto e la politica di pace attraverso la forza da lui annunciata offre l'opportunità di rafforzare la leadership americana e raggiungere una pace giusta e duratura, che è la massima priorità», ha scritto il presidente ucraino su X

«Oggi è un giorno di cambiamento e anche un giorno di speranza per la risoluzione di molti problemi, tra cui le sfide globali». Lo scrive sulla rete sociale X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky congratulandosi con Donald Trump nel giorno del suo insediamento come presidente degli Stati Uniti.

«Il presidente Trump è sempre risoluto e la politica di pace attraverso la forza da lui annunciata offre l'opportunità di rafforzare la leadership americana e raggiungere una pace giusta e duratura, che è la massima priorità», aggiunge.

«Ti auguriamo successo, presidente Trump! Ci aspettiamo una cooperazione attiva e reciprocamente vantaggiosa. Siamo più forti insieme e possiamo fornire maggiore sicurezza, stabilità e crescita economica al mondo e alle nostre due nazioni».

2 anni fa
In agenda anche il cambio nomi del Denali e del Golfo del Messico
Trump vuole rinominare la montagna più alta degli Stati Uniti «McKinley» – nome assegnatole dal 1917 al 2015 – e ribattezzare «d'America» il golfo più famoso al mondo

Non solo immigrazione. L'agenda di Trump, per il suo primo giorno (di nuovo) da presidente degli Stati Uniti, è fitta di impegni. E in pentola bolle anche qualche altra proposta destinata a generare discussioni importanti. Il presidente eletto, infatti, da domani, ha intenzione di occuparsi anche di una questione altrettanto spinosa.

Alcuni media statunitensi, tra cui il New York Post, avevano anticipato negli scorsi giorni la decisione, da parte del tycoon, di rinominare il Golfo del Messico e il Monte Denali come parte degli ordini esecutivi del suo primo (secondo) giorno alla Casa Bianca. Nello specifico, l'obiettivo di Trump è quello di ribattezzare il Golfo del Messico «Golfo d'America», mentre alla montagna più alta degli Stati Uniti verrebbe riassegnato il nome «McKinley», utilizzato dal 1917 al 2015. 

Nel suo discorso, Trump ha confermato sostanzialmente le indiscrezioni, annunciando che intende cambiare il nome del Golfo del Messico in Golfo d'America.

Quella del cambio nome di due elementi naturali, come si legge su alcuni documenti anticipatori, viene identificata come un tentativo di «onorare la grandezza americana». «Il presidente Trump sta portando il buon senso nel governo, rinnovando i pilastri della civiltà americana», si legge in una nota. Quando le ordinanze inviteranno, a tutti gli effetti, il Segretario degli Interni a cambiare i nomi, le modifiche verranno apportate su tutte le mappe ufficiali e nelle comunicazioni federali. Non è ancora chiaro, invece, se l'ordine imponga l'uso dei nuovi nomi – Golfo d'America e Monte McKinley – anche nelle scuole o in contesti non federali. 

Il «ritorno del monte McKinley», in particolare, sembra essere particolarmente caro a Trump. La montagna, in origine denominata Denali dai nativi dell'Alaska, era stata ribattezzata con il nome del presidente repubblica nel 1917, 16 anni dopo il suo assassinio. Nel 2015, Obama le aveva riassegnato il suo nome originale, dopo quasi cent'anni. Tuttavia, secondo le dichiarazioni di Trump, McKinley è stato «un grande presidente» e fonte di ispirazione per il tycoon, sia per quanto riguarda le sue politiche tariffarie che per l'espansione del territorio statunitense dopo la guerra ispano-americana. Ragione per cui, Trump appare più intenzionato che mai nel voler ripristinare il nome assegnato alla vetta nel 1917.

Discorso diverso per quanto riguarda il Golfo del Messico. La proposta di cambiarne il nome era stata avanzata a inizio gennaio, nel corso di una conferenza stampa. «Penso che Golfo d'America sarebbe più appropriato», aveva dichiarato in quell'occasione Trump, riproponendo una vecchia idea espressa da un comico liberale ormai 15 anni fa. «Cambieremo il nome del Golfo del Messico in Golfo d'America, che ha un suono meraviglioso. Il Golfo d'America, che bel nome». 

2 anni fa
«Ci riprenderemo il canale di Panama»
Secondo Trump, la via sarebbe controllata dalla Cina – Ma dati alla mano l'influenza americana rimane dominante

Donald Trump ribadisce l'intenzione di riprendere il controllo del canale di Panama. «Ora è gestito dalla Cina, non glielo lasceremo e ce lo riprenderemo», ha detto il presidente durante il discorso d'insediamento.

Il canale, ne abbiamo parlato qui, non è affatto gestito dalla Cina, ma dal governo panamense. È vero: l'influenza di Pechino sulla regione è cresciuta grazie anche alla normalizzazione dei rapporti fra la Repubblica Popolare Cinese e Panama, la quale, fino al 2017, aveva mantenuto i rapporti solo con il governo nazionalista cinese rifugiatosi a Taipei. Oggi una società cinese con sede a Hong Kong controlla due dei cinque porti adiacenti al canale di Panama, uno per lato. Un fatto che, hanno sottolineato in questi giorni le autorità locali, non scalfisce il controllo totale di Panama sul Canale. 

Dati alla mano, il commercio statunitense non sta risentendo della crescente presenza cinese. Come evidenziato da Trump stesso, i prezzi per il passaggio nel Canale, fissati da una commissione locale indipendente, sono di recente aumentati. Ma ciò, evidenziano i media internazionali, è dovuto a due ragioni che nulla hanno a che fare con un'ipotetica ostilità nei confronti di Washington: da una parte, la siccità ha causato, insieme a una riduzione dei livelli d'acqua, un calo del numero massimo di transiti permessi sull'arco dell'anno. Dall'altra, un nuovo sistema di prenotazione impone multe per le navi che non rispettano la tabella di marcia per il passaggio nel Canale. Le statistiche pubblicate dalle autorità panamensi, poi, mostrano che se nel 2017 il traffico navale attraverso il Canale di Panama diretto o proveniente dagli USA corrispondeva al 68,3%, nel 2024 la percentuale a stelle e strisce è salita al 74,7%. Un aumento che evidenzia la dipendenza di Washington dal passaggio, sì, ma anche come le navi americane continuino a mantenere la precedenza nell'uso del prezioso collegamento.

2 anni fa
Involuzione green
La Casa Bianca ha già comunicato che Donald Trump ritirerà gli Stati Uniti dall'accordo di Parigi sul clima

Fra le misure annunciate da Trump nel suo discorso di inaugurazione, anche l'allentamento alle normative sulle auto a combustibili fossili e l'annullamento della norma emanata dall'amministrazione Biden volta a garantire che la maggior parte delle nuove autovetture e dei camion leggeri venduti negli Stati Uniti siano completamente elettrici o ibridi entro il 2032.

Contemporaneamente, la Casa Bianca ha già comunicato che Donald Trump ritirerà gli Stati Uniti dall'accordo di Parigi sul clima.

2 anni fa
«Oggi dichiarerò l'emergenza al confine con il Messico»
Lo ha detto Donald Trump nel suo discorso d'insediamento

«Dichiarerò oggi l'emergenza al confine col Messico e manderò l'esercito»: lo ha detto Donald Trump nel suo discorso d'insediamento, annunciando altre politiche contro l'invasione dei migranti illegali, tra cui la già citata (vedi sotto) politica «Remain in Mexico». «Deporterò milioni e milioni di migranti criminali».

Al contempo, ha annunciato Trump, «i cartelli della droga saranno designati organizzazioni terroristiche straniere». Fra le altre azioni che verranno intraprese oggi, «l'emergenza energetica nazionale. Drill, baby, drill», ha affermato il tycoon. «Invece di tassare i nostri cittadini, imporremo dazi sui Paesi stranieri per arricchire i nostri cittadini», ha continuato Trump. 

2 anni fa
«Sono stato salvato da Dio per una ragione»
Nel suo discorso Trump ha ricordato il tentativo di assassinio avvenuto in Pennsylvania

«Sono stato salvato da Dio per una ragione, per rendere l'America di nuovo grande», ha detto Donald Trump nel suo discorso, sostenendo di essere stato messo a dura prova da chi ha tentato di privarlo della sua libertà e anche della sua vita, un riferimento al fallito attentato. Un passaggio accolto con un'ovazione.

2 anni fa
Rutte: «Con Trump metteremo il turbo alle spese nella difesa»
Il segretario generale della NATO si è espresso su X

«Con il ritorno del Presidente Trump in carica, metteremo il turbo alla spesa e alla produzione nel settore della difesa. Le mie più vive congratulazioni a lui per il suo insediamento come 47. presidente degli Stati Uniti e a JD Vance come vicepresidente. Insieme possiamo raggiungere la pace attraverso la forza, attraverso la NATO». Lo afferma sui social Mark Rutte, segretario generale dell'Alleanza.

2 anni fa
Von der Leyen a Trump: «Ansiosa di lavorare insieme»
Lo scrive la presidente della Commissione UE sui social

«Auguri presidente (Donald) Trump per il suo mandato di 47. presidente degli Stati Uniti. L'UE è ansiosa di lavorare a stretto contatto con lei per affrontare le sfide globali. Insieme, le nostre società possono raggiungere una maggiore prosperità e rafforzare la loro sicurezza comune. Questa è la forza duratura del partenariato transatlantico». È quanto scrive sui suoi canali social Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea.

2 anni fa
«L'età dell'oro comincia adesso per gli Stati Uniti»
Lo ha detto, nel suo discorso di insediamento, il presidente Trump

«L'età dell'oro comincia adesso per gli Stati Uniti. Metterò sempre al primo posto l'America». Nel suo discorso di insediamento, il tycoon ha dedicato i primi minuti all'attacco degli avversari, accusati di aver aperto i confini all'immigrazione incontrollata e di aver usato i tribunali per fermare il tycoon: «Da questo momento in poi, il declino americano è finito. La strumentalizzazione e politicizzazione del dipartimento di Giustizia finirà con me».

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