
Finora sono dodici i cittadini svizzeri evacuati dal Sudan. Lo ha annunciato oggi in conferenza stampa a Berna Serge Bavaud, capo del centro di gestione delle crisi del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Dieci hanno potuto lasciare il Paese con l'aiuto della Francia e due con quello del CICR. Non sono ancora tornati in Svizzera. Si tratta di personale diplomatico e loro parenti, ha precisato Bavaud, ricordando che le autorità elvetiche non organizzano voli di evacuazione propri, ma collaborano con altri Paesi. Le dieci persone che hanno lasciato il Sudan con l'aiuto della Francia si trovano a Gibuti. Il loro arrivo in Svizzera è previsto per domani. Le altre due, evacuate grazie al Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR), si trovano in Etiopia.
Danneggiata la residenza dell'ambasciatore elvetico
L'ambasciata svizzera a Khartoum è stata chiusa per motivi di sicurezza. Il personale locale è rimasto sul posto, ha precisato Bavaud rispondendo alla domanda di un giornalista. Il DFAE non è per ora a conoscenza di svizzeri feriti. La residenza dell'ambasciatore è per contro stata danneggiata. Siamo stati anche in grado di sostenere turisti svizzeri che si trovavano nel Mar Rosso, ha proseguito Bavaud. Con ogni probabilità, altri hanno lasciato il Paese, non necessariamente in aereo.
Previsto un altro volo
È possibile che questa sera alcuni svizzeri possano lasciare il Sudan con un volo organizzato dalle forze aeree tedesche. Non ci sono però certezze in merito. Bavaud non ha inoltre voluto precisare, per evidenti ragioni di sicurezza, dove sarebbe diretto il velivolo. Il capo del centro di gestione delle crisi ha pure aggiunto che nessun cittadino elvetico ha lasciato nelle scorse ore il Paese a bordo di un volo dell'esercito italiano, come ventilato sabato dal ministro degli esteri italiano Antonio Tajani. I contatti con Roma proseguono, ha aggiunto, sottolineando l'ottima cooperazione con l'Italia.
Gli svizzeri registrati in Sudan
Secondo il DFAE, una trentina di cittadini svizzeri hanno finora manifestato interesse per una partenza organizzata dal Sudan. In totale sono circa un centinaio gli svizzeri registrati dalla Confederazione come residenti nel Paese africano.
La Francia ha evacuato 388 persone
Nel frattempo la Francia ha proseguito con le operazioni di evacuazione avviate a Khartum con due rotazioni assicurate dagli apparecchi dell'aviazione francese, fra la capitale del Sudan e Gibuti a fine giornata ieri, poi nella mattinata di oggi, ogni volta con un centinaio di persone a bordo di ogni aereo. Lo ha reso noto un comunicato congiunto dei ministeri degli Esteri e della Difesa francesi. Le rotazioni hanno consentito di evacuare 388 persone, fra cui cittadini francesi che lo desideravano ma anche un numero importante di cittadini di altri Paesi, fra cui degli svizzeri. Gli interessati provenivano pure da varie altre nazioni europee quali Italia, Germania, Austria, Danimarca, Finlandia, Grecia, Ungheria, Irlanda, Olanda, Romania, Gran Bretagna e Svezia, ma si tratta anche cittadini africani di Sudafrica, Burundi, Etiopia, Lesotho, Marocco, Namibia, Niger, Uganda, Ruanda, Sudan, cittadini degli Stati Uniti e del Canada e asiatici di India, Giappone e Filippine.

