
L'Associazione svizzera dei banchieri (ASB) e economiesuisse considerano la sigla del dodicesimo accordo di doppia imposizione rivisto sulla base degli standard dell'OCSE come un segnale importante in vista dell'eliminazione della Confederazione dalla lista dei paradisi fiscali. Per l'ambasciatore dell'Unione europea a Berna, Michael Reiterer, sarà il contenuto dell'intesa ad essere decisivo. La Svizzera ha dimostrato ai suoi detrattori che mantiene le promesse fatte, ha detto all'ATS Thomas Sutter, portavoce dell'ASB. Potrà così essere stralciata dalla lista grigia dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e non più essere sotto i riflettori, ha aggiunto. Ora bisogna procedere "relativamente rapidamente", afferma Sutter. Il momento scelto dal Consiglio federale per sottoporre gli accordi al parlamento dipenderà da una decisione politica. È probabile che la prima convenzione di doppia imposizione riveduta sarà sottoposta a referndum facoltativo. Per economiesuisse questo passo è un'invito all'OCSE a eliminare la Svizzera dalla lista dei paradisi fiscali, ha detto Christoph Schaltegger, membro della direzione. La sigla odierna dimostra che Berna si interessa della sicurezza del diritto e degli investimenti. Economiesuisse parte dal principio che la firma degli accordi sarà effettiva fra tre-cinque mesi come previsto dal Dipartimento federale delle finanze (DFF). "La questione è sapere cosa contiene l'accordo ed in particolare se l'articolo 26 (del modello di convenzione dell'OCSE) viene soddisfatto", ha precisato Michael Reiterer, ambasciatore dell'Ue per la Svizzera. L'articolo in questione prevede lo scambio di informazioni in materia fiscale. Finora il contenuto dei testi rinegoziati dalla Svizzera non è noto. Secondo Reiterer, 19 dei 27 stati dell'Ue non hanno ancora concluso un nuovo accordo di doppia imposizione sulla base degli standard dell'OCSE. A suo avviso, invece di negoziare con ogni singolo paese, sarebbe più sensato che la Confederazione trattasse direttamente con la Commissione europea. Lo scambio di informazioni dovrebbe essere applicato a tutti i paesi membri dell'Ue, afferma l'ambasciatore. Anche Jeffrey Owens, direttore per le questioni fiscali dell'OCSE, ha dichiarato di recente che l'importante sarà sapere con chi verranno negoziati i nuovi accordi e quale sarà il loro contenuto. Il fatto che la Svizzera non ha ancora concluso un'intesa con la Germania, particolarmente critica sulle pratiche fiscali elvetiche, potrebbe quindi giocare un ruolo importante. ATS
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