
Ventiquattro segnali automatici di anomalie trasmessi dall'Airbus A330 in quattro minuti, dalle 2.10 alle 2.14 (le 4 in Svizzera): il primo - 'Auto flt ap off' - indica che il pilota automatico è stato disattivato dai piloti o dal computer; l'ultimo, alle 2.14 - 'Cabin vertical speed' - segnala che la cabina ha subito una depressurizzazione, un ingresso anormale di aria esterna. Poi, più niente, e nasce il mistero sulle cause del crash dell'aereo dell'Air France in volo lunedì scorso da Rio de Janeiro a Parigi con 288 persone a bordo. E' il domenicale francese "Le Journal du dimanche" a pubblicare la sequenza di messaggi Acars (Aircraft communication addressing and reporting system) trasmessi automaticamente alle stazioni a terra di Air France via radio o satellite: messaggi brevi, simili a sms, relativi al funzionamento dei motori e alle prestazioni dell'aereo. In assenza delle scatole nere - il cui recupero si annuncia difficile - sono questi messaggi a fornire indizi su quello che é avvenuto all'interno della cabina di pilotaggio durante i fatali ultimi quattro minuti. Intorno alle 2 di lunedì scorso, l'aereo entra in una zona di forte turbolenza, come annuncia il comandante nel suo ultimo messaggio radio, e viene attivato il sistema Acars. Alle 2.10, quasi simultaneamente, vengono inviati 14 messaggi automatici in meno di un minuto: il primo indica la disattivazione del pilota automatico, i successivi segnalano varie anomalie ai comandi di volo, l'assenza dei sistemi di assenza elettronica incaricati di mantenere la stabilità dell'aereo. Quindi, in rapida successione, gli schermi di controllo vanno in panne, così come il controllo automatico delle velocità dei reattori. Alle 2.11, anomalie vengono segnalate su due strumenti cruciali, l'Adiru e l'Isis: il primo calcola i dati che permettono all'aereo di determinare la sua posizione e la sua velocità, il secondo mostra l'altitudine, l'assetto di volo, l'inclinazione, quando gli schermi di controllo non funzionano più. E' qui che appare "l'incoerenza nelle diverse velocità misurate", secondo il Bea, l' ufficio incidenti aerei che indaga sul disastro. Così, in questo momento - scrive "Le Journal du Dimanche" - i piloti non si orientano più: di giorno possono avere la linea dell' orizzonte come punto di riferimento, ma di notte e in mezzo alle nubi "i piloti sono diventati probabilmente ciechi". All'interno della cabina tutto sta diventando rapidamente difficile: dalle 2.12 alle 2.13 altri messaggi - 'F/Clt prim1 fault' e 'F/Clt sec11 fault' - segnalano che i due computer che danno gli ordini ai comandi di volo entrano in panne. Poi, alle 2.14, l'ultimo, drammatico - 'Cabin vertical speed' - indica che c'é una depressurizzazione nella cabina. Cadono le maschere ad ossigeno, e i piloti devono far discendere l'aereo il più presto possibile fino a un'altitudine in cui l'aria torna ad essere respirabile. "Le Journal du dimanche si chiede": "Hanno tentato di farlo? Ne hanno avuto il tempo?". Così il mistero dell'Airbus A330 continua: si è disintegrato in volo - per la depressurizzazione o un'esplosione - o nello schianto nell'Oceano? ATS
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