
Dal primo gennaio gli handicappati possono assumere persone che forniscono cure non mediche a domicilio. I loro servizi sono pagati da una nuova prestazione dell'Assicurazione contro l'invalidità (AI). Grazie a questo sostegno finanziario, di 32.50 franchi all'ora, l'AI vuole promuovere l'indipendenza delle persone disabili. Si prevede che a breve termine saranno circa 2000 gli "assistenti" che saranno impiegati per eseguire lavori domestici e/o amministrativi, spiega Katharina Kanka, responsabile del progetto pilota lanciato nel 2006 in tre cantoni e realizzato in collaborazione con l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS). Sta al disabile determinare il profilo e le qualifiche necessarie della persona che intende assumere. Il contributo per l'assistenza è tuttavia limitato alle persone fisiche. Il beneficiario può essere un vicino di casa, un cugino o la zia, ma non il padre, la madre o i figli. Ciò non era sopportabile dal punto di vista finanziario, afferma Kanka. Non tutte le persone disabili hanno comunque diritto a queste prestazioni. I principali requisiti per ricevere il contributo sono: avere diritto agli assegni per grandi invalidi e essere in grado di vivere a casa con sufficiente autonomia. Grazie a questa nuova prestazione "prevediamo di evitare 700 ricoveri in istituti specializzati e di fare uscire 400 persone", afferma da parte sua Peter Eberhard dell'UFAS. Durante la fase pilota, il 10% di coloro che ricevevano il contributo di assistenza erano in precedenza ricoverati in istituto. ATS
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