
Negli Stati Uniti vivono quasi 1000 persone, provenienti da 85 diversi paesi, sospettate di avere commesso gravi crimini di violazione dei diritti umani: è emerso giovedì al Congresso Usa, durante un'audizione davanti ad una commissione parlamentare. Il dipartimento per la Sicurezza Nazionale ha aperto dei fascicoli su almeno 800 di loro mentre i casi di altre 140 persone sono stati esaminati in modo ancora più approfondito. Negli ultimi quattro anni almeno 283 cittadini stranieri sospettati di gravi violazioni dei diritti umani o di crimini di guerra sono stati espulsi, in molti casi per essere processati nei rispettivi paesi. Ma durante le testimonianze è emerso anche che la mano della giustizia è spesso bloccata da ostacoli legali. E' stato citato il caso di un medico, Juan Romogoza Arce, torturato in Salvador negli anni '80. L'uomo è riuscito cinque anni fa ad ottenere un verdetto di condanna, da parte di un tribunale civile, contro i due torturatori che oggi vivono negli Stati Uniti. Ma i due torturatori "continuano a vivere legalmente e comodamente negli Usa" senza che nessuno possa fare niente per punirli, ha raccontato Arce al Congresso. ATS
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