
Il consigliere federale Didier Burkhalter ha cominciato oggi nella capitale colombiana Bogotà l'ultima tappa del viaggio di lavoro in Sudamerica, che lo ha portato anche in Cile e Perù. Il momento culminante è stata la visita a progetti cofinanziati dalla Svizzera per aiutare le popolazioni vittime della guerra civile che devasta la Colombia da oltre cinquant'anni. Stando alle cifre ufficiali, il lungo conflitto interno fra l'esercito regolare, la guerriglia delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (FARC) e i gruppi paramilitari di estrema destra ha causato 600'000 morti, 15'000 dispersi e 4 milioni di profughi (il 10% della popolazione). Nella giornata odierna, il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) è andato al Centro della memoria storica, creato per favorire la riconciliazione della società colombiana, e si poi recato a Soacha, un sobborgo della capitale in cui vivono 35'000 famiglie che hanno dovuto abbandonare le loro regioni d'origine in seguito alle violenze, riferisce stamane il DFAE in un comunicato. Il responsabile della diplomazia elvetica ha detto di essere rimasto "profondamente colpito" dalla situazione umanitaria delle persone che ha avuto occasione di incontrare. Didier Burkhalter ha affermato che la Svizzera continuerà a sostenere gli sforzi per "diminuire la sofferenza della popoalzione". Il capo del DFAE ha inoltre incoraggiato i colombiani ad analizzare il loro passato al fine di costruire la pace. "La Svizzera, Paese di pace e di sicurezza, continuerà ad aiutare i colombiani nei tentativi di lottare contro l'impunità", ha affermato secondo la nota odierna. Oltre all'aiuto umanitario alla Colombia, Berna sostiene anche lo sviluppo economico del Paese sudamericano. Negli scorsi quattro anni la cooperazione elvetica ha investito 30 milioni di franchi a tale scopo. Questo aiuto proseguirà e sarà ancora maggiore: per il periodo 2013/2016 sono stanziati 50 milioni, precisa il DFAE. ATS
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