
Dalla gloria alle critiche della comunità scientifica. E' questo il destino di James Watson, premio Nobel per la medicina nel 1952, il quale ha affermato che "c’è una differenza tra il quoziente intellettivo dei neri e quello dei bianchi. E la differenza è genetica”. Secondo Watson, sopritoredella forma ad elica del Dna, le persone di colore sono geneticamente meno intelligenti dei bianchi.
Questa affermazione ha scatenato la reazione di scienziati e biologi, i quali ritengono quelle parole "riprovevoli e non supportate dalla scienza". Anche il Cold Spring Harbor Laboratory, lo storico laboratorio di genetica per il quale Watson ha lavorato per anni, ha preso le distanze, chiedendo di revocare tutti i titoli onorari, Nobel compreso, consegnati al biologo novantenne nell'arco della sua lunga carriera.
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