Cerca e trova immobili
Argentina
Desaparecidos, il 131esimo nipote ritrovato ha 44 anni
© Shutterstock
© Shutterstock
Keystone-ats
4 anni fa
La presidente delle Abuelas ha specificato che si tratta del figlio di Lucía Nadín e Aldo Quevedo, originari della provincia di Mendoza. Lucía nacque in quella città il 13 dicembre 1947 e Aldo il 26 novembre 1941 nella località di San Carlos.

Estela de Carlotto, presidente delle "Abuelas (Nonne) de Plaza de Mayo" ha annunciato oggi a Buenos Aires il ritrovamento del 131esimo nipote, figlio di genitori desaparecidos affidato dopo il parto della madre a una coppia complice della dittatura argentina (1976-1983). In una conferenza stampa nell'edificio della ex Scuola di meccanica della Marina, trasformato in luogo di incontro delle associazioni che lottano per i diritti umani, Carlotto non ha rivelato per il momento l'identità della persona restituita alla famiglia biologica, - l'interessato a chiesto tempo "per abituarsi alla realtà scoperta ieri" - e si è limitata a riferire che "si tratta di un uomo che oggi ha 44 anni".

La storia

La presidente delle Abuelas ha specificato che si tratta del figlio di Lucía Nadín e Aldo Quevedo, originari della provincia di Mendoza. Lucía nacque in quella città il 13 dicembre 1947 e Aldo il 26 novembre 1941 nella località di San Carlos. Trasferitisi a Buenos Aires, furono sequestrati il 9 ottobre 1977. La famiglia chiamava Aldo con il soprannome di "Negro", o "Negrito". Entrambi erano attivi nel movimento clandestino Prt-Erp. I compagni di scuola chiamavano Lucia "Chiquita" e Aldo "Dipy". Al momento del sequestro la donna era incinta di due o tre mesi, un particolare di cui la famiglia era all'oscuro. Entrambi sono stati rinchiusi nei centri di detenzione e tortura "Club Atlético" e "El Banco". Dalle testimonianze dei sopravvissuti si è appreso che Lucía è stata portata via da "El Banco" tra marzo e aprile 1978 per partorire, forse proprio alla ex-Esma. Carlotto ha infine ricordato che "i quasi 300 uomini e donne che sono stati sottratti ai genitori durante la dittatura vivono fra noi con identità falsificata. Siamo determinati anche nel prossimo 2023 a batterci perché vi siano altre restituzioni".