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Estero
Delegazioni Usa a Damasco, segnali di disgelo
Redazione
18 anni fa

Dopo cinque anni di tensione si registrano i primi segnali di disgelo tra Siria e Stati Uniti a Damasco, divenuta meta nelle ultime settimane di delegazioni americane del Congresso. Ed è imminente l'annuncio, da parte di Washington, dell'invio del prossimo ambasciatore Usa in Siria, assente dal 2005. Oggi a Damasco è arrivata una delegazione di senatori guidata dal democratico Benjamin Cardin, membro della commissione delle relazioni esterne del Senato, mentre nei prossimi giorni sono annunciate le visite ufficiali di altri due esponenti democratici: il senatore John Kerry e il deputato Howard Berman, presidenti della commissione Esteri rispettivamente del Senato e della Casa dei rappresentanti Usa. Alla fine di gennaio, il deputato democratico Adam Smith si era recato in Siria ed era stato ricevuto dal presidente Bashar al-Assad. Al rais di Damasco, Smith aveva affermato che "gli Stati Uniti intendono aprire una nuova pagina nelle relazioni tra i due Paesi". La tensione tra i due Paesi era tornate a salire nel 2004, quando gli Stati Uniti avevano imposto sanzioni economiche al regime siriano accusato di "sostenere il terrorismo" in Iraq e nei territori palestinesi occupati e di "destabilizzare" il vicino Libano. Una mossa che era stata preceduta a Washington dalla redazione nella primavera del 2003 del "Syria Accountability and Lebanese Sovereignty Restoration Act" (Salsra), testo co-sponzorizzato dallo stesso Berman, deputato Usa che sarà a giorni a Damasco. Appena appresa la notizia delle missioni in Siria di Kerry e Berman, lo scorso 12 febbraio il Wall Street Journal scriveva che le visite dei due rappresentanti democratici americani a Damasco indicano che "a Washington sta crescendo il consenso verso una riapertura formale degli Stati Uniti verso la Siria". Recenti rapporti di stampa affermano inoltre che la nuova amministrazione di Barack Obama avrebbe intenzione di nominare "entro febbraio" il nuovo ambasciatore Usa in Siria, carica vacante da quasi quattro anni. Interpellato oggi dall'ANSA, l'analista indipendente siriano, Sami Moubayed, ha ribadito che "gli americani stanno cercando soluzioni alla crisi mediorientale attraverso la Siria". "Alla Casa Bianca - ha aggiunto Moubayed - sembrano aver capito che se vogliono sciogliere il rebus in Libano, in Iraq e in Palestina, hanno bisogno dell'aiuto di Damasco". ATS

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